KPMG: ITALIA TRA I PAESI PIU' CARI PER FARE IMPRESA, USA MEGLIO DELLA UE
La svalutazione del dollaro spinge la
i Paesi industrializzati.
Come conseguenza del ''mini
dollaro'', i Paesi europei perdono terreno rispetto agli
Stati Uniti e fanno registrare un incremento considerevole
nei costi d'impresa.
Lo rivela ''Competitives Alternatives 2008'' lo studio
internazionale realizzato da KPMG che misura i costi
d'impresa nei paesi piu' industrializzati.
Oltre ai membri
del G7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno
Unito e Stati Uniti), lo studio, comprende anche Messico,
Australia e Olanda per un totale di 10 Paesi.
L'Italia dopo Germania e Giappone e' tra i Paesi dove i
costi di business sono piu' elevati.
Si trova all'ottavo
posto nella graduatoria generale.
Rispetto alla precedente
edizione dello studio la posizione del nostro Paese e'
peggiorata (siamo passati dal 5* all'8* posto).
In
particolare l'Italia, (seconda in questo, solo al Giappone)
e' il Paese con la tassazione piu' elevata sui redditi
d'impresa con una pressione fiscale effettiva che in media si
aggira intorno al 42,9% per le attivita' manifatturiere.
Oltre all'apprezzamento dell'euro, l'altro fattore che
pesa di piu' sui costi d'impresa del nostro Paese e' il costo
complessivo del lavoro, sui cui incidono soprattutto i
contributi previdenziali ed assistenziali.
Va un po' meglio
sul fronte delle ''facilities'', ossia dei costi per
acquistare terreni e per l'affitto di uffici, dove l'Italia
e' invece tra i Paesi piu' convenienti.
did/cam/alf