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ELEZIONI: FRA NARCISI E COMPARSE PROTAGONISTA E' ALITALIA (COMMENTO)

Il tema incandescente di Alitalia conduttore di questa campagna elettorale.
Stipendi, pensioni, salute sono temi che rimbalzano qua e la' nei comizi e nei dibattiti senza pero' riuscire a creare particolari emozioni. Per contro non passa giorno che sulle sorti della compagnia aerea sull'orlo del collasso finanziario rimbalzino dichiarazioni da una parte all'altra degli schieramenti con ampia eco sui media.
E' vero, come ha sostenuto il leader del PD Walter Veltroni, che il destino di Alitalia, azienda quotata in borsa ma che appartiene per il 49,9 per cento ancora allo Stato, e per la quale da anni togliamo dalle nostre tasche dei soldi per coprire le perdite che macina ogni giorno, dovrebbe essere una questione cosiddetta bipartizan, ossia vedere tutte le azioni dei partiti finalizzate all'interesse comune della soluzione dei problemi che investono anche il posto di lavoro di ben 20.000 addetti. Ma mai come in questi giorni le sorti di Alitalia sono state al centro dell'attenzione del Paese.
E' quindi inconfutabile che al di la' della gravita' della situazione in cui versa la compagnia e delle condizioni poco favorevoli dell'offerta Air France, la tenzone elettorale stia giocando a favore tanto di una maggiore presa di coscienza della politica sulla necessita' di risolvere al meglio la vicenda Alitalia, quanto di un miglioramento della stessa offerta da parte dei francesi. Finora nulla di certo, al di la' di indiscrezioni e smentite, sulla cordata degli italiani evocata continuamente da Berlusconi, forse preoccupato di favorire piu' che Alitalia lo scalo di Malpensa penalizzato dal piano di Air France per rendere un favore a un alleato come la Lega che ha in quel territorio la principale base del suo elettorato.
Tuttavia, c'e' anche da domandarsi che ne sarebbe di questa campagna elettorale, che deve ancora macinare piu' di due settimane, se non ci fossero i botta e risposta su Alitalia fra i due leader dei due principali partiti, costretti a una corsa narcisistica e sempre piu' solitaria verso il traguardo del voto del 13 aprile.
Mentre i loro compagni di partito e altri leader di partiti piu' piccoli e gia' destinati a perdere brancolano nel buio incapaci, loro stessi per primi, di trovare una ragione per la loro competizione di fatto, per questo sistema elettorale, inesistente.
cls/cam/ss