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GOVERNO: PRIMI INTOPPI ALLA CAMERA SUL DECRETO UE (IL PUNTO)

Quello di oggi non e' stato un verifica del numero legale (Pd e Italia dei valori hanno abbandonato ripetutamente l'Aula per dimostrare l'assenza di molti deputati della maggioranza) e il braccio di ferro sul contenuto del decreto legge in materia di assolvimento di obblighi comunitari, la maggioranza e' stata battuta sul voto relativo a un proprio emendamento (240 no, 238 si', 3 astensioni).
I banchi dell'opposizione hanno applaudito non appena Rosy Bindi, che presiedeva la seduta, ha dato l'annuncio della sconfitta del governo.
Forse la reazione e' stata eccessiva, dal momento che l'emendamento bocciato riguardava solo la tutela della fauna selvatica e della caccia.
Non c'e' dubbio pero' che l'immagine di una maggioranza che dovrebbe procedere nelle sue scelte senza intoppi esce leggermente ammaccata nella prima vera giornata parlamentare della nuova legislatura.
L'assenza di molti deputati negli scranni della maggioranza, un eccesso di sicurezza nella gestione del lavoro parlamentare (lo scarto tra maggioranza e opposizione, almeno sulla carta, non lascia spazi a sorprese), forse anche una certa disaffezione al tema in discussione (la lobby dei cacciatori che non vuole vincoli alla propria passione sportiva) spiegano il voto dell'Aula di Montecitorio.
I molteplici impegni governativi di queste ore - dall'emergenza rifiuti a Napoli alla limatura dei contenuti del 'pacchetto sicurezza' - si aggiungono a motivare le molte assenze sui banchi della maggioranza.
Che l'incidente del voto sull'emendamento del governo non sia stato del tutto insignificante lo dimostra il fatto che, dopo una breve sospensione dei lavori d'aula, il dibattito sia ripreso sotto la presidenza di Gianfranco Fini, presidente della Camera. La vera battaglia procedurale e di contenuto riguarda pero' la parte del decreto legge che fa riferimento alle norme in vigore sulle frequenze televisive (il recepimento o meno delle sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea in questa materia).
L'opposizione ha chiesto per l'ennesima volta di eliminare l'emendamento al decreto definito polemicamente 'salva Rete quattro', minacciando di usare tutti gli strumenti che mette a disposizione il regolamento di Montecitorio per ritardarne l'approvazione.
La maggioranza si e' limitata a far propri due emendamenti presentati da Michele Meta (Pd): anziche' di ''modifica'' delle licenze individuali per il digitale terrestre si parla di ''conversione'' per garantire che il contenuto dell'attuale licenza non si trasformi in ''autorizzazione'' ma avvenga nel rispetto delle normative comunitarie.
E' una concessione ritenuta insufficiente dall'opposizione per svelenire il clima di questa giornata parlamentare, dal momento che non si recepiscono le direttive europee in materia (Rete quattro dovrebbe trasmettere solo via satellite). Salvo sorprese, il decreto legge in questione sara' licenziato dalla Camera dopodomani, giovedi'.
La giornata di oggi dovrebbe aver insegnato alla maggioranza, malgrado i rapporti di forza a propria disposizione, che occorre serrare le fila e mobilitare i propri deputati perche' siano presenti in Aula.
Gli eccessi di sicurezza possono appannare l'immagine di un governo che e' partito con spavalderia per attuare il proprio programma elettorale. gar/leo/bra