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AFGHANISTAN: LA RUSSA, NON CONFONDERE REGOLE D'INGAGGIO CON CAVEAT

''Non bisogna confondere le regole di che per cambiare luogo di intervento rispetto a quello che ci e' attualmente assegnato il governo italiano deve essere preavvisato e si riserva 72 ore di tempo per dare una risposta, quindi se accetta o meno.
I caveat possono essere diversi a seconda della nazionalita' dei soldati.
Alcuni li hanno simili ai nostri, altri ne hanno di diversi.
Mentre le regole di ingaggio sono quello che un soldato puo' fare in qualunque contesto, se puo' sparare o non puo' e quant'altro''.
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa fa il punto della situazione sulla missione militare in Afghanistan con il quotidiano online Affaritaliani.it. ''Fermo restando che in Afghanistan non si parla di modificare le regole di ingaggio, che sono adeguate - prosegue La Russa -, ci e' stato piu' volte richiesto di modificare i nostri caveat, che a detta dei comandi delle forze che noi concorrono alla missione di pace sarebbero troppo restrittivi e impedirebbero a volte ai nostri soldati di rispondere a esigenze che si presentassero sul teatro.
Chi decide e' il consiglio dei ministri, ma la mia opinione, che e' uguale a quella del ministro Frattini con cui mi sono incontrato anche questa mattina registrando una totale identita' di veduta, al di la' di qualche sfumatura di comunicazione, e' molto chiara e semplice: siamo pronti a valutare questa richiesta e personalmente ritengo che 72 ore per dare una risposta in un'era in cui i minuti sono importanti e' un tempo secolare in termini militari e quindi proporro' che questo caveat venga modificato, consentendo agli italiani di intervenire esattamente come adesso ma dando al governo italiano un tempo minore per decidere se accettare o meno richieste che venissero dal comando della missione. Ipotizzo un tempo di sei ore, che ho mutuato dai colloqui che ho avuto con i vertici militari, a partire dal generale Camporini''.
E' possibile che aumentino i pericoli per i nostri militari? ''La prima cosa che non aumenta e' il numero dei soldati, anzi diminuiscono di circa 250 unita' e forse anche 300 a partire da settembre'', annuncia La Russa.
''I nostri soldati non sono in seconda linea ma sono in una zona che finora ha avuto meno problemi di altre, ma non e' detto che domani non sia la nostra area ad aver problemi e puo' anche darsi che allinearsi ai caveat degli altri sia un modo per essere alla pari e per esempio avere l'aiuto di altre forze quando nella nostra zona dovessero presentarsi necessita'; questo potrebbe risultare anche fonte di minore pericolo.
Se poi dovesse esserci una richiesta di impiego in una zona dove c'e' un'emergenza i nostri soldati farebbero quello che sono andati li' a fare.
Non abbiamo detto che andiamo solo in zone dove c'e' meno pericolo.
Sono i nostri che ci chiedono che si blocchi questa sorta di immagine che si sta piano piano realizzando a livello di addetti ai lavori, per cui noi non saremmo disponibili ad avere un impiego uguale a quello degli altri''.
E ancora: ''Non e' che stiamo in un luogo senza pericolo, lo dimostra drammaticamente il fatto che pochi giorni fa un militare ha perso una gamba e ha rischiato di morire, e questo e' avvenuto piu' volte.
Non c'e' un luogo privo di pericolo.
I nostri soldati sono orgogliosi del lavoro che fanno e vogliono togliersi questa sorta di neo in base al quale, in teoria abbiamo dei caveat che ci consentono un impiego simile a chiunque altro, ma nella pratica quel tempo cosi' lungo di decisione politica comporta un handicap per la credibilita' dei soldati della nostra missione di pace.
Di fronte a una richiesta che ci arriva abbiamo il dovere di valutarla, poi spetta al governo e al Parlamento la decisione finale, ma guai se in maniera preconcetta ritenessimo di dover evitare richieste ragionevoli, e questa lo e' assolutamente.
Smentisco poi che ci sia una richiesta di modifica del luogo di permanenza stabile del nostro contingente, se ci fosse, e non abbiamo espresso un'opinione perche' non e' allo stato attuale, qualunque richiesta merita una valutazione e una risposta.
Ma al momento non l'abbiamo nemmeno presa in considerazione''.
red-leo/leo