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ZIMBABWE: L'ULTIMA FARSA DI MUGABE, EX EROE ANTICOLONIALISTA (IL PUNTO)

Sfidando l'opinione pubblica internazionale e gli ex alleati dei paesi africani, l'84enne Robert Mugabe ha messo in scena l'ultima farsa della sua presidenza in Zimbabwe.
Un uomo solo al governo e un uomo solo al ballottaggio, dopo che l'unica opposizione credibile, quella del Movimento per il Cambiamento Democratico di Morgan Tsvangirai, ha deciso di non prendere parte alle elezioni per il clima di violenza e di intimidazioni instaurato dal regime nei confronti dei suoi sostenitori.
''Sono in forma e molto ottimista'', ha detto in modo beffardo Mugabe ai giornalisti dopo aver votato al seggio di Harare.
Ma la sua mossa ha incassato una lunga serie di prese di distanza.
Dai paesi del G8, riunito a Kyoto, e' arrivata una netta condanna nei confronti della ''violenza sistematica, l'ostruzionismo e l'intimidazione'', con la promessa di non concedere alcuna legittimazione ad un governo che non riconosce la sovranita' del popolo.
Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha annunciato che proporra' agli altri membri dell'Unione Europea di richiamare i loro ambasciatori dal paese.
La Commissione Ue ha definito le elezioni presidenziali in Zimbabwe una ''farsa'' i cui risultati saranno ''vani e privi di senso'', mentre il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, ha dichiarato che gli Stati Uniti vogliono consultare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per prendere in considerazione eventuali pressioni contro il governo di Harare.
Ma piu' che le critiche dei suoi vecchi nemici ''bianchi'' contera' l'isolamento deciso anche da storici alleati come il Sudafrica, l'African National Congress, il Senegal, che avevano chiesto a gran voce il rinvio del voto.
Tsvangirai, dal canto suo, si dichiara ancora disponibile al dialogo, ma dal rifugio della sua abitazione definisce il voto odierno una ''vergogna'' e lo descrive come l'ultima colpo di coda di ''una dittatura disperata alla ricerca di una legittimazione''.
Le testimonianze che giungono dal paese parlano di una popolazione assai confusa e sorpresa di non poter scegliere un'alternativa al partito di Mugabe, lo Zanu-Pf, dopo che Tsvangirai si era aggiudicato il primo turno a marzo pur senza raggiungere la maggioranza assoluta.
L'affluenza sembra bassa nelle due principali citta', la capitale Harare e Bulamayo, ma nelle zone rurali, dove forse Mugabe e' ancora l'eroe che nel 1980 costrinse gli inglesi e il governo coloniale di Ian Smith alla resa, la gente affolla i seggi come sempre.
L'ultimo atto dell'ex professore e paladino della resistenza, l'ex grande avversario degli odiati ''white farmer'', che in 28 anni al potere ha trascinato il paese in una crisi economica e sociale senza precedenti, malgrado l'ex Rhodesia abbia il piu' alto tasso d'istruzione di tutto il continente africano: l'economia ristagna, fame e poverta' dilagano nelle campagne, la disoccupazione e' ai massimi storici e la repressione contro qualunque genere di opposizione, da quella politica a quella dei media, si scatena senza freni.

Approfondimenti:
Il Governo Italiano
Il sito Europa
Onu