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GIUSTIZIA: BLOCCA-PROCESSI, LODO, INTERCETTAZIONI CAMERE SULLA GRATICOLA

Per i palazzi della politica si preannuncia un luglio infuocato e non solo per le temperature sopra la media.
Oggi arriva al Consiglio dei ministri il lodo ''Alfano', il testo riveduto e corretto del ministro della Giustizia che mette al riparo da iniziative giudiziarie attuali e future le prime quattro cariche dello Stato.
Alla Camera inizia la discussione del decreto sicurezza che contiene anche la norma blocca-processi, bocciata ieri dalla sesta commissione del Csm mentre, una nuova tornata di intercettazioni, pubblicate oggi dal settimanale ''L'Espresso', tirano in ballo di nuovo Berlusconi, allora capo dell'opposizione e l'ex direttore Rai Fiction Agostino Sacca'.
Niente piu' di un gossip intorno a un magnate della televisione, sottolineano gli esponenti della Pdl, se la procura di Napoli non le avesse messe in connessione con le manovre per far cadere il governo Prodi in Senato ravvisandovi l'ipotesi di reato di corruzione e non si apprestasse a valutare il rinvio a giudizio del presidente del Consiglio.
Se a questo si aggiunge il rischio per Berlusconi di vedersi affibbiare sei anni di detenzione per corruzione giudiziaria a Milano entro un mese per il caso Mills ce n'e' abbastanza per alimentare il nervosismo crescente della maggioranza in una lotta contro il tempo che spinge a bruciare le tappe anche sulla norma che regola l'uso e la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche.
L'opposizione appare schiacciata dall'iniziativa del Cavaliere, che forte di una maggioranza parlamentare invalicabile, tira dritto in un'avanzata che proprio sospinta dalla tenaglia della magistratura potrebbe condurlo a ritenere essenziale anche la sua successione di Napolitano al Quirinale.
Un'ambizione che all'inizio della legislatura doveva essere alimentata con ben altra strategia da quella muscolare, con quel dialogo con il Pd di Veltroni che doveva assegnare al premier il profilo alto dello statista e non certo quello dell'inquisito.
Antonio Di Pietro e i suoi parlamentari si distinguono in aula al Senato e a Montecitorio per interventi di fuoco che piovono come altrettante requisitorie sui malcapitati colleghi della Pdl, mentre il leader annuncia alle telecamere manifestazioni di piazza e referendum.
Il Pd tenta un'improbabile mediazione sul ''lodo', auspicando che sia una legge costituzionale valida solo per il futuro.
E crescono le preoccupazioni della Lega sul destino delle norme sul federalismo che non riescono ancora a trovare un varco nei lavori parlamentari ne un accordo con l'opposizione.

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