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IMMIGRATI: ESPULSIONI PIU' FACILI DOPO 'STORIA INFINITA' DECRETO LEGGE

Il Consiglio dei ministri ha legislativo sulla liberta' di circolazione dei cittadini della Ue nel quale ''sono state accorpate e trasfuse'' le disposizioni del decreto legge sulle espulsioni che il governo aveva lasciato decadere nei giorni scorsi, in particolare per quanto riguarda l'allontanamento di cittadini comunitari ''per motivi imperativi di pubblica sicurezza e di prevenzione del terrorismo''. Riprende quindi l'iter martoriato del provvedimento sulle espulsioni dei cittadini comunitari che finora non e' mai riuscito a giungere in porto.
Ricostruiamo qui brevemente la 'storia infinita' della normativa.
Di un 'pacchetto sicurezza' si comincio' a parlare con una certa insistenza nel mese di settembre scorso, dopo alcuni efferati episodi di criminalita' nel Nord-Est d'Italia che vide come protagonisti alcuni cittadini extracomunitari.
Sia il presidente del Consiglio, Romano Prodi, che il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, annunciarono in quei giorni il varo di un 'pacchetto' e la data per il suo varo da parte del Consiglio dei ministri fu indicata nel 12 ottobre.
Ma in quella riunione del Cdm a Palazzo Chigi non fu possibile raggiungere un'intesa e quindi il tutto fu rinviato al Consiglio dei ministri del 23 ottobre.
Ma fu nuova 'fumata nera'.
Troppe le divergenze in Consiglio dei ministri con i ministri della sinistra critici su molti aspetti del 'pacchetto'.
Quindi nuovo appuntamento per il 30 ottobre.
In questa occasione, sia pure con qualche 'astensione benevola' dei ministri della sinistra, il Cdm riusci' ad approvare il 'pacchetto' incardinato su cinque disegni di legge.
Tra questi quello che assegnava ai prefetti il potere di allontanamento dall'Italia di cittadini comunitari per motivi di pubblica sicurezza. Ma solo poche ore dopo l'approvazione del 'pacchetto' a Roma, nei pressi della Stazione di Tor di Quinto, veniva aggredita ed uccisa Giovanna Reggiani da un cittadino rumeno. Un crimine che desto' profondo dolore ed una grande clima di esasperazione nei confronti degli immigrati clandestini e dei rumeni. Sull'onda, anche emotiva, di questo omicidio, il neo segretario del Pd, Walter Veltroni, sindaco di Roma, il giorno dopo chiese a Prodi ed Amato ''iniziative straordinarie e d'urgenza sul piano legislativo in materia di sicurezza''.
E la risposta fu l'immediata convocazione di un Consiglio dei ministri straordinario che, nella serata del 31 ottobre, tramuto' in decreto legge il ddl sulle espulsioni, subito promulgato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
In una breve conferenza stampa al termine del Cdm Prodi affermo' che ''non agiamo in preda sull'onda della rabbia ma siamo determinati a mantenere un livello di sicurezza giusto e alto per i nostri cittadini''. A novembre il decreto svolge il suo iter parlamentare al Senato con la maggioranza divisa e l'opposizione all'attacco del provvedimento.
Il decreto approda quindi nell'aula di Palazzo Madama il 4 dicembre.
Le divisioni nell'Unione e l'ostruzionismo del centrodestra porta il governo a porre la questione di fiducia che passa per due voti.
Vota contro la teodem Paola Binetti perche' nel provvedimento e' stata inserita una norma anti-omofobia.
Per far rientrare la 'fronda' dei cattolici dell'Unione il ministro Vannino Chiti si impegna a far cancellare la norma in questione alla Camera.
Cosi' il dissenso di Luigi Bobba, Emanuela Baio e Lorenzo Ria rientra, ma non quello della Binetti. Superato lo scoglio Senato il decreto approda alla Camera dove inizia il suo iter in Commissione l'11 dicembre.
Subito scoppia la 'bagarre' sulla 'omofobia'.
Chiti e Amato, per evitare rotture nella maggioranza, annunciano il 17 che il decreto non sara' modificato, ma di fronte alla possibile bocciatura del provvedimento da parte del Quirinale per un evidente errore formale contenuto nella norma anti-omofobia, il 19 dicembre Chiti comunica che il decreto sara' lasciato decadere e che ne sara' varato un altro.
La qual cosa avviene nella riunione del Cdm del 28 dicembre. Si riparte dalla Camera, ma anche a causa della crisi di governo, il provvedimento resta a lungo fermo.
Approda nell'aula di Montecitorio il 19 febbraio, ma il giorno dopo, il 20, Chiti annuncia per la seconda volta che il decreto sara' lasciato decadere.
Ora il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri odierno. leo/Gas/ss