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FILIPPINE: SOLDATI UCCISERO 8 PERSONE, PROCURA MILITARE LI PROSCIOGLIE

La procura militare scontro con i militanti islamici nel sud del Paese.
L'esercito ha sospeso cinquanta soldati dopo che il 4 febbraio scorso otto persone, tra cui due bambini ed una donna incinta, sono rimaste uccise in un raid miltare in un remoto villaggio dell'isola di Jolo.
L'esercito aveva affrontato i guerriglieri di Abu Sayyaf, gruppo armato che opera nelle regioni meridionali delle Filippine.
I comandanti militari avevano dichiarato che l'operazione aveva come obiettivo la cattura dei militanti e che le persone che hanno perso la vita sono rimaste uccise dal fuoco incrociato o per mano dei ribelli.
L'episodio, duramente condannato dai legali delle organizzazioni per i diritti umani ha suscitato molto clamore, costringendo l'esercito ad avviare un'indagine sul caso. ''Si e' trattato di uno scontro legittimo con guerriglieri di Abu Sayyaf e lo si puo' constatare dal rapporto stilato dal 'Judge Advocate General's Office' (Jago, l'ente che ha dichiarato innocenti i soldati)'', ha dichiarato un portavoce dell'esercito. ''Non c'era nessun componente del gruppo Abu Sayyaf'', ha dichiarato un ufficiale della Commissione Nazionale per i Diritti Umani, Jose Mamauag, rifiutando la sentenza e sottolineando che le conclusioni degli investigatori della Commissione mostrano invece l'assalto dei soldati nel villaggio che hanno svaligiato le abitazioni dei civili. (Piu'Europa). red/mac/ss