EDITORIA/UNITA': MARCUCCI, INCOMPRENSIBILE RINUNCIA ANGELUCCI
Molta delusione, qualche ipotesi e la
Nie, la societa' che edita l'Unita', racconta al quotidiano
online Affaritaliani.it i motivi che hanno portato alla
rottura delle trattative con la famiglia Angelucci, che
avrebbe dovuto acquistare una quota di maggioranza del
giornale fondato da Antonio Gramsci.
''Non lo so'' perche'
hanno cambiato idea.
''Bisognerebbe chiederlo a loro.
Io
posso fare solo delle ipotesi.
Non ho avuto alcuna
comunicazione sul perche'.
Posso solo immaginare che avevano
ipotizzato un progetto editoriale che poi hanno verificato
non applicabile nel modo in cui l'avevano pensato.
Ma io da
loro non ho avuto motivazioni o incontri o richieste''.
Insomma, ''di colpo hanno interrotto tutto''.
La Marcucci spiega: ''La due diligence si era conclusa
positivamente ed era stata firmata da loro, quindi i conti
sono a posto.
Non ci possono essere stati equivoci.
Dal punto
di vista dell'azienda non c'e' una spiegazione razionale.
L'unico momento di frizione, non con noi, ma con la
situazione politica complessiva, c'e' stato quando, ma sono
solo voci, venne fuori che avevano un progetto editoriale a
cura di Polito, su cui ci sono state delle perplessita' e
delle riserve da parte del mondo politico.
Puo' essere.
Non
ho avuto comunicazioni ne' formali ne' informali''.
E il senatore Polito torna a Il Riformista.
E' questa
forse la spiegazione? ''Ripeto, puo' essere.
Ma potrebbe
dirlo chiunque abbia seguito questa vicenda attentamento,
perche' non ho avuto alcuna comunicazione''.
Escluso che sia
stata la redazione a far saltare la trattativa.
''Quando ci
sono dei cambi le redazioni sono sempre in uno stato di
allerta, sinceramente la nostra non ha avuto della reazioni
scomposte.
Escludo quindi che possa essere questa la
ragione''.
E il fronte politico? Si spieghi meglio...
''Faccio
riferimento a cio' che ho letto sui giornali.
In modo diretto
non ho avuto conferme.
Ho soltanto visto che a dicembre ci
sono stati dei pronunciamenti di Piero Fassino.
Invece, da
parte del Partito Democratico e del suo segretario Veltroni,
non c'e' stato alcun pronunciamento ne' in un senso ne'
nell'altro.
Quindi anche la politica ha reagito in modo
composto.
C'era stato un auspicio da parte di tutti che
l'azionariato avesse la possibilita' di rimanere plurale e
non legato a un solo azionista''.
A questo punto chiederete i danni agli Angelucci? ''Non
sono io a poter chiedere i danni ma e' una valutazione che
sta nell'azionariato di A.D., la societa' che aveva il
contratto.
Sicuramente stanno facendo le valutazioni per una
richiesta di anni.
Come presidente di Nie e come azionista di
A.D.
ho dato mandato, insieme agli altri azionisti, agli
avvocati (in particolare allo studio Frau) di fare le
valutazioni.
Il danno creato al giornale e' molto, perche' e'
rimasto bloccato per mesi rispetto allo sviluppo del piano
editoriale e per una serie di azioni che si sono fermate in
attesa dell'ingresso del nuovo azionista di maggioranza.
Non
sara' ne' una valutazione politica ne' imprenditoriale, ma
tecnica''.
''Sono rimasta dispiaciuta dal punto di vista personale -
confessa la Marcucci -.
L'ultimo incontro, quello conclusivo,
fu cordiale e molto collaborativo, a meta' dicembre.
Certamente a livello personale non mi ha fatto piacere''.
Pero' ora e' gia' partita la ricerca di nuovi partner...
''A
luglio e ad agosto c'erano state manifestazioni di interesse
e anche successivamente.
Tante e di tipologie diverse.
A.D.
ha ripreso i contatti e valutera' tutte le manifestazioni di
interesse, da quella di Di Stefano ad altri che non l'hanno
resa pubblica ma che in via riservata hanno dichiarato di
essere interessati''.
Solo italiani? ''No, ci sono anche due
stranieri, entrambi europei.
All'America non ci
allarghiamo''.
red-leo/leo/bra