MOZZARELLA: DAL GIAPPONE ALLA COREA, ITER DELLA BUFALA 'ALLA DIOSSINA'
Nessun bando da parte dei paesi
arriveranno, come annunciato dal Sottosegretario della
Salute, Gian Paolo Patta, ''alla Commissione europea entro 48
ore o forse anche prima''.
I prodotti fermi alla dogana sia
in Corea del Sud che in Giappone non sono stati comunque
oggetto di analisi che hanno rivelato la presenza diossina.
E' questa la situazione del prodotto campano simbolo
dell'Italia dopo l'allarme causato dai casi di positivita'
alla diossina riscontrati in alcuni campioni di latte e
mozzarella di bufala prelevati in alcune aree della
Campania.
Allarme a cui il ministero della Salute ha risposto oggi
con un vertice per verificare le misure adottate a tutela dei
consumatori.
I valori di diossina riscontrati nel formaggio
sono comunque molto bassi, ha assicurato Andrea Cozzolino,
assessore alle Attivita' Produttive della Regione Campania,
infatti, ''il tetto massimo della diossina e' di 3 picogrammi
per grammo di latte e sono stati trovati valori di 3,2-3,3
picogrammi'', dunque di poco superiori al limite previsto
dalle normative europee.
Indici riscontrati nelle mozzarelle
e nel latte presso 25 caseifici su 130 controllati.
Tutte le
83 aziende agricole fornitrici dei 25 caseifici sono state
rintracciate e sottoposte a sequestro cautelare per impedire
qualsiasi rischio in attesa di conoscere gli esiti delle
analisi che evidenzieranno la effettiva provenienza del latte
risultato positivo all'esame della diossina.
Bisogna dunque, come sottolineato da Gian Paolo Patta,
''individuare esattamente gli allevamenti che hanno fornito
il latte non in regola ai caseifici in modo da prendere
provvedimenti.
Questi allevamenti una volta individuati non
potranno piu' commercializzare il loro latte che dovra'
essere portato alla distruzione''.
Ma l''allarme diossina'', ha spiegato Donato Greco, Capo
del Dipartimento della Prevenzione del ministero della
Salute, non e' stato causato in nessun modo dai rifiuti
urbani che ''non c'entrano, perche' la diossina rilevata e'
dovuta alla combustione di rifiuti industriali agricoli
oppure a mangimi contaminati''.
O anche, ha aggiunto Patta,
'''a partite di latte estero non pulite o illegali''.
In ogni
caso, ha sottolineato il sottosegretario,''i cittadini non
devono farsi prendere dalla stessa psicosi che li colpi' ai
tempi dell'aviaria perche' la mozzarella e' un prodotto sano
e controllato''.
E, gli ha fatto eco Antonio Limone,
commissario straordinario dell' Istituto Zooprofilattico
Portici, ''quello che poteva essere contaminato sul mercato
non c'e' proprio arrivato.
E motivazioni per ritenere la
mozzarella di bufala contaminata e insalubre non ce ne
sono''.
map/uda