ELEZIONI: D'ALEMA, PROBLEMA NON E' NUMERO MINISTERI MA STATO PIU' FORTE
Accompagnare il processo di riforme e
sintesi la posizione del vicepremier e ministro degli Esteri,
Massimo D'Alema sulla riorganizzazione della Farnesina e il
possibile accorpamento di alcuni ministeri, previsto dalla
legge Bassanini e annunciato da entrambi i candidati premier
di Pd e Pdl, Walter Veltroni e Silvio Berlusconi.
D'Alema ha parlato durante il convegno organizzato dalla
Luiss 'Italia internazionale: fare sistema per competere',
presente, tra gli altri, anche il ministro del Commercio
estero e delle Politiche europee, Emma Bonino, durante il
quale ha sottolineato che ''bisogna razionalizzare la rete
all'estero'' di un paese come il nostro, ''predisposto a
essere protagonista del mondo globale''.
Occorre pero'
''accompagnare questo processo con delle politiche.
Per me,
il problema non e' quanti ministeri si fanno''.
Certo e' che
- ha sottolineato il ministro riferendosi al precedente
intervento di Bonino, favorevole ''ai governi leggeri'' ma
non a un ''accorpamento amministrativo'' tra il suo dicastero
e quello degli Esteri (anche se si' a ''un accorpamento di
responsabilita' politiche'') - se si accorpa, si accorpa nel
ministero degli Esteri perche' e' ovvio che e' quello il
ministero per l'internazionalizzazione.
Sono pero' d'accordo
con Bonino che, nell'ambito della Farnesina, abbiamo bisogno
di un'organizzazione efficiente per il commercio
internazionale, che abbia una forte economia operativa e che
magari faccia capo a un viceministro''.
Detto questo, D'Alema ha sottolineato che ''uno Stato
autorevole e' il problema italiano''.
Di qui,l'importanza di
rafforzare ''lo Stato e il governo'', sperando che ''sia
finita la sbornia''.
Bisogna infatti ''garantire la
stabilita' dei governi, perche' siano in grado di fare le
grandi scelte di fondo''.
E, in questo scenario, le Regioni
''vanno incoraggiate a occuparsi dell'attrazione degli
investimenti''.
val