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TIMOR EST: PRESIDENTE RAMOS-HORTA INCERTO SU ALTO INCARICO ONU

Il presidente di Timor Est, Jose Ramos-Horta, ha dichiarato di stare considerando, con delle riserve, l'ipotesi di assumere l'incarico di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Il premio Nobel per la Pace 1996 si e' espresso a riguardo dicendosi combattuto tra l'affidamento dell'incarico e il senso di dovere che prova nei confronti del suo giovane Paese, resosi indipendente a tutti gli effetti nel 2002 dopo un lungo periodo di guerra civile e un ''tardivo'' intervento delle Nazioni Unite.
''Al momento non posso dire nulla - ha dichiarato Ramos-Horta dalla capitale Dili -.
Nelle prossime 24 ore comunichero' la mia candidatura o meno a causa della mia preoccupazione e della responsabilita' che provo verso questo Paese''.
''Sto prendendo in considerazione tutte le conseguenze che possono sopraggiungere - ha proseguito il capo di Stato - Molte persone mi stanno sostenendo in questa decisione ed io stesso sono interessato all'incarico.
Prometto di annunciare domani la mia decisione''.
L'attuale Alto Commissario Onu per i diritti umani, Luoise Arbour, terminera' il suo mandato alla fine di giugno.
La decisione di Ramos-Horta e' fortemente condizionata dal sanguinoso passato che Timor Est ha vissuto negli anni '90: gli interventisti umanitari se ne stettero quasi completamente in silenzio durante i massacri e le deportazioni compiuti nell'''isola delle teste mozzate' dall'esercito indonesiano.
L'11 febbraio 2008 un gruppo un gruppo di ribelli, guidati dal leader Alfredo Reinado, rimasto ucciso nell'attentato, ha tentato il golpe attentando alla vita del presidente Ramos-Horta (entrato in coma e riprendendo conoscenza dieci giorni dopo) e del premier Xanana Gusmao, rimasto illeso.
(Piu'Europa).

Approfondimenti:
Onu