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GIUSTIZIA: DA CSM NO A BLOCCA PROCESSI IN UN CLIMA D'ASSEDIO RECIPROCO

Al Berlusconi che definisce i magistrati politicizzati ''metastasi della democrazia'' la sesta commissione del Csm si prepara a rispondere accogliendo la proposta di parere dei relatori Pepino e Roia sul provvedimento blocca-processi che lo definisce irragionevole, un'amnistia occulta ma anche incostituzionale, in un clima di reciproco assedio che porta a spingersi forse oltre i confini delle competenze tecniche e invadendo cosi', come fa notare oggi qualche autorevole commentatore, il campo della Consulta.
Lo scontro tra la maggioranza e la magistratura continua nella sua escalation, spazzando via ogni residua possibilita' di collaborazione con l'opposizione e riducendo il rapporto tra i poteri dello Stato alla tentazione di una pura prova di forza istituzionale.
A nulla sono valsi gli appelli all'equilibrio del Capo dello Stato, gli interessati commenti preoccupati di Umberto Bossi in un'inedita versione ''colomba' che vede farsi accidentata la strada parlamentare del federalismo e gia' prevede una finale ''lotta di liberazione'' e un Walter Veltroni che preso di petto dal premier a muso duro dal palco della Confesercenti non puo' far altro che ripetere quel che gli era apparso chiaro gia' prima delle conclusioni all'assemblea costituente del Pd: con questa maggioranza impossibile trattare.
Venerdi' arriva quindi al Csm il lodo 'Alfano', che mette al riparo le piu' alte cariche dello Stato dalle iniziative della magistratura.
Sara' un disegno di legge e non un decreto, nonostante la fretta e la determinazione dimostrata da Berlusconi su questo tema, dopo i segnali preoccupati venuti dal Quirinale.
Clima di scontro confermato anche sul terreno dove si era esercitato per la prima volta in questo primo scorcio di legislatura, la Rai.
La maggioranza continua a mandare deserta la votazione del presidente della Commissione di Vigilanza, dove l'opposizione compatta candida L'Idv Leoluca Orlando.
Il pressing di Pdl, Lega e Mpa ''e' per lasciare al suo posto l'attuale presidente del Cda Claudio Petruccioli, ma non tutti, soprattutto nel Pd, sono d'accordo.
Nel frattempo la diagnosi da ''depressione profonda'' alla quale ormai molti notabili riconducono il male del partito Democratico, continua a innestare fibrillazioni sulla segreteria di Walter Vetroni.
Oggi in un'intervista alla Stampa un preoccupato ma ottimista Franco Marini detta l'agenda dei prossimi mesi: il congresso solo dopo le elezioni europee perche' ''nessuno mette in discussione la segreteria di Veltroni'.
Chiede uno sforzo organizzativo per il successo della tornata elettorale del 2009, l'ex presidente del Senato e a D'Alema, che lancia l'associazione Red dice: ''Con Massimo ci conosciamo da anni e io, peraltro, non sono sospettoso di natura.
Per questo gli dico: attento, le tessere possono diventare un problema.
C'e' bisogno di chiarimenti.
Il partito deve essere tranquillizzato''.
E intanto Arturo Parisi dalle colonne del Messaggero non depone la polemica sul numero legale dell'assemblea costituente: ''L'assemblea va annullata, o la si ripete o si torni alle primarie''.

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