CORTE CONTI: PREMIARE IL MERITO COMBATTERE LA CORRUZIONE
''Il problema della ridotta rilevanza
attribuita al merito e' manifesto nella nostra societa' a
cominciare dalla scuola'': parte da qui il capitolo sul
'merito' nella requisitoria orale di Furio Pasqualucci,
procuratore generale presso la Corte dei Conti, a proposito
del Rendiconto dell'anno 2007.
La Corte dei Conti ha piu' volte sottolineato come la
valutazione dei dirigenti, volta a verificare il
raggiungimento degli obiettivi, non sia effettuata
annualmente, ovvero avvenga con notevole ritardo.
''Cio' non
impedisce - dice Pasqualucci - che vengano corrisposte
indennita' di risultato ammontanti in alcuni casi al 30%
della retribuzione di posizione.
Il fenomeno riguarda anche
il personale non dirigenziale del settore pubblico, la cui
spesa per la retribuzione accessoria nel quadriennio
2002-2005 e' cresciuta del 31%.
Ma non risulta che siano
stati attivati validi strumenti indonei a innescare
meccanismi di premio, ovvero a punire comportamenti
neghittosi o illeciti.
''Marcata e' la tendenza a ripartire
in misura uguale per tutti le forme di retribuzione
accessorie, cosi' da disincentivare il maggiore impegno
favorendo un generale appiattimento.
E' stato giustamente
osservato come in tali condizioni anche l'impresa privata -
dice Pasqualucci - sarebbe ingestibile e destinata a
fallire''.
''Ancora molto ci sarebbe da dire sulla corruzione
- prosegue Pasqualucci - e sui record negativi maturati in
tema di infrazioni e frodi comunitarie''.
Approfondimenti:
Ministero della Pubblica Istruzione