CRISI: CREPE NELLA ''COSA ROSSA'' SUL ''GOVERNO DI SCOPO''
Per il segretario Franco Giordano,
dal ventre molle centrista del centrosinistra e' di difficile
soluzione e le destre si apprestano a capitalizzare quella
che ritengono una opportunita'''.
Eppure, aggiunge subito
dopo nella sua relazione, ''occorre provare a fare una
proposta come quella di un governo di scopo che provi ad
approvare una riforma elettorale sulla base delle proposte
emerse nella Commissione affari costituzionali del Senato''.
Il riferimento e' alla ''seconda bozza Bianco'', quella messa
a punto dal presidente della Commissione Enzo Bianco e sulla
quale sembrava esserci, almeno fino a una settimana fa, la
convergenza delle principali forze politiche della
maggioranza e dell'opposizione.
Sull'idea di un ''governo di scopo'' da prospettare al
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso
delle consultazioni, Giordano ottiene il via libera della
maggioranza del suo partito.
A iniziare dal ministro della
Solidarieta' sociale Paolo Ferrero, che precisa: ''Occorre
andare a votare entro l'estate.
O si realizza la nuova legge
elettorale entro due mesi o si deve andare a votare il prima
possibile''.
Si dicono contrari a questo scenario il senatore
Claudio Grassi e il deputato Pierluigi Pegolo, in
rappresentanza delle opposizioni interne: entrambi temono che
l'appoggio di Rifondazione a un governo tecnico potrebbe far
scolorire la fisionomia del partito alla vigilia di una
difficilissima competizione elettorale.
Il Prc, in conclusione, si muove sulla stessa lunghezza
d'onda del presidente della Camera Fausto Bertinotti, che
parlando questa mattina a Reggio Emilia ha ribadito che ''per
il bene del paese e' necessario dare agli elettori la
possibilita' di votare con una legge che consenta di
scegliere e poi a chi vince di governare e ai partiti di
ritrovare un rapporto forte con la societa' civile''.
E se la situazione dovesse precipitare facendo saltare ogni
margine di trattativa? Giordano, nella sua relazione, ha
appena accennato al rapporto con le altre forze della
sinistra: ''Ci sono posizioni comuni ma pure differenze.
Dobbiamo investire sull'accelerazione del processo che porta
a un soggetto unitario e sull'innovazione politica e
culturale.
Cio' che non va bene e' la logica delle coalizioni
coatte''.
L'accenno polemico e' verso Verdi e Comunisti
italiani che nelle consultazioni con il capo dello Stato
hanno illustrato proposte diverse da quella del Prc.
I primi
hanno fatto riferimento all'eventualita' di un reincarico a
Romano Prodi, i secondi optano per le elezioni anticipate
subito.
Sulla posizione di Giordano converge solo Sinistra
democratica, che con il portavoce Fabio Mussi - all'uscita
dal Quirinale - ha parlato di ''un governo a tempo per la
riforma elettorale''.
Rifondazione non ha pero' avviato questa mattina una
discussione di merito sulle forme della propria presentazione
alle elezioni, nel caso il Partito democratico confermi la
sua intenzione di correre da solo senza proporre una alleanza
elettorale.
Giordano lo ritiene un argomento prematuro.
Per
ora, lo scenario piu' accreditato e' che il Prc potrebbe
presentare liste unitarie esclusivamente con Sinistra
democratica.
Il dissenso che si e' registrato in questi
giorni sull'andamento della crisi di governo con Verdi e Pdci
sembra infatti destinato a pesare sulle mosse future della
Cosa rossa.
Giordano, in attesa degli eventi, non ha forzato i toni
della polemica neppure nei confronti del Pd di Walter
Veltroni.
Quest'ultimo, intervenendo in un convegno dell'area
''liberal'' del suo partito, non ha invece rinunciato a
criticare l'ala sinistra del centrosinistra: ''Certe
manifestazioni di neo estremismo hanno pesato negativamente
in questi anni sulla vita del governo e sul paese''.
Il
segretario del Pd, dopo aver blandito il presidente di
Confindustria (''Le mie posizioni e quelle di Luca di
Montezemolo sulla necessita' di un governo tecnico
coincidono''), ha poi rilanciato la sfida al centrodestra:
''Non ha respiro chi pensa che se passa qualche mese non
possa vincere, mentre adesso si'.
Attenzione ai risultati
dati per certi a due-tre mesi dalle elezioni, che poi
diventano molto meno certi a ridosso del voto''.
Con queste
parole il segretario del Pd sembra confermare la convinzione
che il suo partito abbia chance di successo solo se non si fa
capofila della riproposizione della passata alleanza di
centrosinistra, le cui contraddizioni hanno finito per
determinare l'eclissi del governo Prodi.
Modalita' di presentazione alle elezioni, costruzione o
meno di una nuova alleanza di centrosinistra, sono destinati
a diventare questioni di rovente polemica qualora la
prospettiva di un ''governo di scopo'' cara a Rifondazione e
Pd dovesse lasciare il posto allo scioglimento delle Camere
per l'intransigenza di Forza Italia, Alleanza nazionale, Lega
Nord e per l'eventuale fallimento di un incarico esplorativo
assegnato da Napolitano al presidente del Senato, Franco
Marini.
gar/mcc/alf