ANNO GIUDIZIARIO/TRIESTE: DAPELO, BISOGNA ARRIVARE A PROCESSI IN 3 ANNI
''La giustizia deve essere
che per ''ragionevole'' si puo' intendere un processo che
dura tre anni.
''La riforma del codice civile e penale deve
partire dal presupposto che il processo penale o civile non
solo deve essere razionale ma anche in funzione dei tempi
ragionevoli - aggiunge il presidente -.
Qualunque riforma
deve fare i conti con la necessita' di rendere il processo
celere Questo principio purtroppo in Italia non c'e'''.
La
rapidita' dei processi va a vantaggio dell'imputato, ma -
secondo Dapelo - anche della persona offesa.
Soffermandosi
ancora sull'amministrazione della giustizia in Italia, il
presidente della Corte d'Appello di Trieste osserva che
''funziona a pelle di leopardo''.
''Il problema di fondo e' quello della partecipazione di
tutti.
Bisogna recuperare il senso dello Stato, essere
consapevoli che si esercita una delle funzioni cardine dello
stato di diritto''.
Quanto alla situazione del Distretto giudiziario del
Friuli Venezia Giulia, per il presidente Dapelo, ''siamo ai
vertici nazionali per produttivita' nel settore penale: nel
corso del 2007 sono stati definiti 1.602 procedimenti,
rispetto a 1.202 fascicoli pervenuti nelle Sezioni penali
della Corte'' .
Inoltre l'arretrato ogni anno diminuisce e
''c'e' una produttivita' pari al 130%''.
Infatti, ''la produttivita' media per ogni magistrato
addetto al penale corrisponde a oltre 200 sentenze annue''.
Stazionaria la situazione al civile.
Tracciando un bilancio
del 2007 il presidente rileva che aumentano le rapine ma
diminuiscono i furti in casa e nelle auto in sosta, e'
limitato il numero degli omicidi, si e' verificato un solo
caso collegabile al fenomeno ideologico delle Brigate Rosse,
mentre cresce il traffico di marchi contraffatti.
fdm/mcc