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ANNO GIUDIZIARIO/ROMA: PG VECCHIONE, COLPIRE PATRIMONIO AUTORI REATO

A causa dell'incertezza e consentono di entrare e uscire di continuo dalla cella, e' meglio colpire il patrimonio di chi delinque.
Ad affermarlo e' il procuratore generale della corte d'appello di Roma, Salvatore Vecchione, gia' capo della procura capitolina nel corso della sua relazione alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.
Il pg in sostanza ha ribadito numerosi concetti espressi dal presidente reggente della Corte d'Appello di Roma Claudio Fancelli.
Tra queste considerazioni Vecchione afferma come ''la lentezza dei processi e' il male abituale di una giustizia che non riesce a svincolarsi da sistemi processuali o inadeguati o condizionati da pretese e da interessi che configgono con le esigenze della giustizia''.
''Non e' utopistica previsione'' ripensare al sistema delle sanzioni penali, come sostenuto dal presidente della Repubblica Giorgio Napoletano che ha sostenuto che ''bisogna riservare la detenzioni ai fatti che ledono valori preminenti'' e per fatti che non impongano necessariamente la custodia in carcere ''modalita' sanzionarie che, prima fra tutte, incidano sul patrimonio dell'autore dei fatti'' e' considerato da Vecchione ''una prospettiva concreta''. Secondo il pg ''deve pero' trattarsi di sanzioni efficaci e realmente afflittive.
Come pure efficaci appaiono le sanzioni che, in assenza di un patrimonio da colpire, prevedano attivita' di lavoro utili alla collettivita'''.
Cio' anche per evitare le accuse che ''la giustizia trascura le aspettative delle vittime del reato''. red/mcc/alf