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ANNO GIUDIZIARIO: MANCINO, GIUSTIZIA LENTA DIPENDE ANCHE DA PARLAMENTO

La lentezza che contraddistingue la legislativa.
Ne e' convinto il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, che ha affrontato la questione nel corso del suo intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Napoli.
Per Mancino il problema ha a che vedere con ''la lentezza e l'assenza di un comune sentire anche sul piano legislativo''. Mancino ammette che ''con fatica, si potevano ritenere concluse le contrapposizioni'' ma si e' trattato solo ''di un'illusione'' perche', sostanzialmente, nell'arco di sei anni in Parlamento si e' prodotto ''soltanto un nuovo ordinamento giudiziario, che e' gia' messo in discussione''. ''Il punto - aggiunge il vice presidente del Csm - e' proprio che c'e' un clima di instabilita' nei risultati raggiunti''. Ma, aggiunge, ''la vera fonte resta il Parlamento''. L'auspicio e' che si riesca a raggiungere sintonia fra i poteri dello Stato: ''Illudersi che un potere possa lavorare bene in assenza di quella armonia e di quel bilanciamento tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario, diventa un'esercitazione molto astratta sul piano generale''. dqu/mcc/alf