FOCUS ELETTORALE:PROGRAMMA PD VISTO DA QUADRIO CURZIO, BOERI E MEGALE
Bene l'ipotesi di tagliare la spesa
concordano con questo passaggio del programma del Partito
Democratico.
Un impegno ''coraggioso'', lo definisce Tito
Boeri, ordinario alla Bocconi e uno degli autori de
'LaVoce.info'.
''Una scelta apprezzabile'' secondo Alberto
Quadrio Curzio, preside della facolta di scienze politiche
alla Cattolica di Milano, che sottolinea pero' come negli
ultimi anni si sia dimostrato difficile ridurre la spesa
corrente.
Agostino Megale, presidente dell'Ires, il centro ricerche
economiche e sociali della Cgil, pone l'accento sulla
crescita economica, considerata nel programma del Pd una
priorita', e sulla riduzione delle tasse sul lavoro.
Quadrio Curzio premette: ''Le difficolta' economiche del
Paese possono in alcuni momenti attenuarsi, ma poi riemergono
nella loro gravita' strutturale, per contrastare la quale e'
necessario trovare forme istituzionali in accordo tra
maggioranza e opposizione per fare le riforme''.
Una
difficolta' economica che oggi torna evidente, considerando
che ''nel 2008 il differenziale di crescita tra l'Italia e la
media di Eurolandia si colloca tra lo 0,7-0,8%''.
Nell'ipotesi ''piu' drammatica'' che il prezzo del petrolio
resti a 100 dollari al barile per buona parte dell'anno, la
crescita del Paese si fermera' a circa lo 0,3%.
Nel merito del programma del Pd, Quadrio Curzio considera
''ragionevole'' il taglio della spesa corrente associato a
quello delle imposte ''fermo restando quanto sia difficile
tagliare la spesa in Italia.
Sicuramente accoppiare le due
misure e' una scelta apprezzabile ed e' un aspetto chiaro del
programma.
Ma come si fa a tagliare la spesa in un Paese che
da anni si arrabatta a farlo senza riuscirvi? ''.
Altri punti
del programma, secondo l'economista, sono ''meno definiti''.
In tema di energia, ad esempio ''ho dubbi che si possa
risolvere il problema energetico in Italia, che crea un
deficit commerciale di 50 miliardi, con il solare e
l'eolico.
Con tutta la razionalita' del caso, credo che riconsiderare
l'opzione del nucleare non sia azzardato.
Ma nel programma
non se ne parla''.
Per quanto riguarda il lavoro ''e' interessante l'idea di
dare incentivi alle imprese affinche' stabilizzino il
personale ma - sottolinea Quadrio Curzio - c'e' incertezza
sul tipo di incentivi, per quanto tempo debbano durare''.
Sulla casa, il programma di 'social housing' dovrebbe essere
finanziato ''dalla dismissione di immobili pubblici non
funzionali''.
Giudizio positivo sulle misure a favore dei
figli (la dota fiscale di 2.500 euro) e sul potenziamento
degli asili nido.
''Tutto questo - conclude - nella misura in
cui ci sia possibilitai' di copertura finanziaria, e' molto
opportuno''.
Tito Boeri pone l'accento sull'''impegno coraggioso'' di
tagliare le spese, precisato nel programma di Veltroni,
insieme al calo delle tasse.
Per ridurre la pressione fiscale
senza creare squilibrio nei conti pubblici, la strada
obbligata, spiega l'economista, e' quella dei tagli alla
spesa per i quali pero' ''e' difficile trovare il consenso''.
Sul salario minino di 1.000-1.100 euro, Boeri ritiene che
esso debba interessare ''non solo i collaboratori, ma tutti i
lavoratori, senza discriminazioni''.
Un altro punto
evidenziato dall'economista riguarda il trasferimento delle
risorse pubbliche, per almeno il 30%, alle Universita' sulla
base delle valutazioni svolte dall'apposita Agenzia Nazionale
istituita dal governo Prodi.
''E' un principio importante -
spiega Boeri - ma il 30% e' troppo poco.
I fondi alle
Universita' dovrebbero essere assegnati solo secondo criteri
legati alla performance''.
Agostino Megale, dell'Ires Cgil, giudica il programma del
Pd ''in sintonia con le esigenze del Paese''.
In modo
particolare Megale si sofferma ''sull'obiettivo di assumere
la crescita come priorita' per sviluppare un'Italia moderna,
sulla riduzione delle tasse sul lavoro, nel quadro di una
riduzione generale della pressione fiascale, sui tagli alla
spesa''.
Bene anche il 'compenso minimo per legge' perche'
''c'e' un milione di persone che e' senza riferimenti, ne'
salariali, ne' di contratto'', il contratto di formazione e
il rilancio dell'apprendistato.
''Ferma restando l'autonomia
di giudizio che il sindacato deve sempre tenere, per quanto
mi riguarda - conclude Megale - il programma di Veltroni mi
sembra abbia molti elementi condivisibili dal punto di vista
dell'azione sociale, che sempre il sindacato persegue''.
lsa/mar/ss