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FOCUS ELETTORALE: IL PROGRAMMA PD VISTO DA PAGANETTO E LEON

Con questo programma del Pd ''sarebbe all'Universita' Roma Tre, interpellato dall'Asca nel Focus elettorale.
Luigi Paganetto, presidente della Fondazione Economia di Tor Vergata, giudica ''interessante' il programma presentato ieri dal segretario del Pd, Walter Veltroni, sottolinea positivamente il capitolo dedicato a ''l'ambientalismo del fare'', ma ritiene che sarebbe dovuto essere piu' dettagliato sul fronte dei tagli alla spesa. ''Le cose buone che vedo nel programma del Pd - spiega Leon - sono la laicita' e la difesa dello stato sociale universale.
Non sono invece a favore della 'flexsecurity che considero un'ipocrisia.
Per un giovane fino a 35 anni puo' andare bene, ma per i lavoratori piu' grandi non e' positiva. Quello che serve e' diminuire l'incertezza del lavoro''. L'economista vicino alla sinistra non vede con favore l'utilizzazione dell'attivo patrimoniale per ridurre piu' rapidamente il debito che ''in sostanza vuol dire vendere ancora quote di Eni e Enel.
Cosi' si riduce il campo della politica industriale che di potrebbe praticare con la proprieta' pubblica''.
Secondo Leon c'e' una incongruenza tra ''la riduzione della spesa corrente di 15 miliardi l'anno (1 punto di pil) che si annuncia nel programma, e allo stesso tempo l'affermazione dello statpo sociale universale. Insomma, si vuole essere fedeli al programma di stabilita' europeo, pero' ci si rende conto che una politica economica fatta soltanto del rispetto dei parametri di Maastricht non basta e cosi' non si risce a fare la quadratura del cerchio''.
Sul salario minimo di 1.000 euro ''non sono contrario - dice leon ma riscontro una difficolta' di applicazione.
E' un impegno gravoso e poi bisogna sentire il sindacato.
''Il programma del Pd - conclude Leon - non chiude completamente a sinistra.
Anzi, un compromesso sarebbe stato possibile, naturalmente eliminando alcuni punti.
Peccato.
E' piu' difficile per il Pd vincere le elezioni da solo''.
Luigi Paganetto da' un giudizio piu' nel merito economico che politico.
Considera favorevolmente l'ambientalismo del fare perche' ''le infrastrutture vanno realizzate, coinvolgendo e convincendo le popolazioni locali''.
Bene anche la riduzione dell'irpef ma, si chiede l'economista di Tor Vergata, ''dove si prendono i soldi? I capitoli piu' pesanti della spesa pubblica sono: pensioni, sanita' e pubblica amministrazione.
Sarebbe utile sapere dove si vuole risparmiare e in quale misure''.
La lotta all'evasione fiscale e' ''un principio sul quale non si puo' non essere d'accordo.
Ma sarebbe importate prevede un meccanismo per rendere espliciti gli ammontari che potrebbero confluire in un apposito fondo da destinare alla riduzione delle tasse, ma anche alla realizzazione di infrastrutture''.
Un aspetto che il programma del Pd non considera adeguatamente, secondo Paganetto, riguarda i servizi pubblici.
''Dobbiamo pretendere servizi migliori, e magari abituarci a pagarla anche di piu'.
Se poi lo Stato non da' un buon servizio, deve risarcire il cittadino''.
Positivo anche il salario minimo.
''E' giusto - afferma Paganetto - una bella scelta, e deve essere applicato per tutti i lavoratori, come avviene negli altri Paesi.
Non si vede perche' discriminare''.
lsa/sam/bra