ELEZIONI/PD: G.FORMIGONI, LAICI RIVENDICHINO AUTONOMIA DA GERARCHIA
''I cattolici in politica devono
''sbagliare'.
Soprattutto, i cattolici devono uscire dalla
riduzione della loro azione politica ai soli temi cosiddetti
''eticamente sensibili' '': a dirlo e' Guido Formigoni,
professore di Storia contemporanea presso lo Iulm di Milano,
che terra' domani una delle quattro relazioni all'assemblea
dei cattolici del Pd.
A lui, e' stato affidato di parlare del
passaggio dei cattolici ''dall'unita' politica al
bipolarismo imperfetto'', e ha anticipato i contenuti del suo
intervento all'Asca.
''Per capire che ruolo possano avere i cattolici in
politica - spiega - credo sia ancora valido lo ''schema di
Palermo', cioe' quanto disse autorevolmente Giovanni Paolo II
durante il Convegno ecclesiale del '95: nessuna preferenza
per un partito, senza che questo voglia dire una diaspora
culturale dei cattolici ma anzi concentrandosi
sull'intervento sui grandi valori''.
''Quello che e'
importante, oggi, per i cattolici all'interno del Pd -
aggiunge - e' tradurre questo schema non in modo difensivo ma
con creativita': il che vuol dire che i cattolici devono
uscire dalla riduzione della loro azione politica ai soli
temi cosiddetti 'eticamente sensibili'.
A Palermo si era
detto che non bisogna 'discriminare tra i valori: la difesa
della vita e' importante, ma cosi' come la giustizia, la
solidarieta', la salvaguardia del creato'''.
Per Formigoni, i cattolici democratici devono impegnarsi
anche a ''rilegittimare'' la democrazia di fronte a chi oggi
la equipara al relativismo.
''Bisogna far capire - sottolinea
il professore - che la democrazia non e' solo il voto a
maggioranza ma soprattutto capacita' di distillare valori
condivisi per la societa'''.
Nella situazione politica attuale quella disegnata da
Formigoni puo' sembrare una 'porta stretta'.
Eppure, per il
professore bisogna ricordare, anche alla gerarchia
ecclesiastica, che ''su tutti gli argomenti dell'agenda
politica si fa mediazione.
Bisogna far capire che non c'e'
una sola posizione cattolica, ma che deve essere lasciato uno
spazio proprio per la 'mediazione' della politica.
E i
cattolici in politica devono rivendicare dalla gerarchia
questo diritto di mediare, di prendere posizioni parziali, se
e' il caso anche di 'sbagliare'''.
''Ma non solo rivendicare
- aggiunge -: soprattutto, i cattolici devono esercitare in
concreto questa mediazione''.
Per questo, ''la convivenza con
i radicali e' possibile.
Anche la compattezza del Pdl -
osserva - e' solo apparente''.
Per Formigoni, ''se i laici avranno le riserve spirituali,
intellettuali e morali per arrivare a compromessi 'alti' e
creativi'', allora la loro azione sara' possibile anche
davanti alla Chiesa attuale.
D'altra parte, predice, ''i
dilemmi di molti cattolici del centro-sinistra su temi come i
Dico si ripresenteranno certamente anche alla prossima
legislatura''.
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