ELEZIONI/PROGRAMMI: NESSUNA LISTA BOCCIA LA LEGGE 194 SULL'ABORTO
Dal divieto per la pillola Ru486
del Pd per arrivare al rilancio del ruolo della prevenzione
dei consultori pubblici del Pdl.
E' cosi' che l'aborto, alla
ribalta delle cronache con il blitz delle forze dell'ordine
nel Policlinico di Napoli dopo un'interruzione di gravidanza,
e' tornato al centro del dibattito politico meritando larghi
spazi all'interno dei programmi elettorali.
PD - In particolare, nel programma del Partito Demcratico
si legge la volonta' di ''attuare la legge 194 in tutte le
sue parti'' perche' si tratta di una legge ''equilibrata che
ha conseguito buoni risultati'' con l'obiettivo di
''un'ulteriore riduzione del numero degli aborti anche
attraverso azioni specifiche rivolte alle famiglie di
immigrati e ai giovani''.
Quindi promuovere laicamente la
contraccezione, favorire l'educazione alla sessualita'
informando sui metodi di regolazione delle nascite e sui
contraccettivi come modalita' primaria di prevenzione oltre
al potenziamento della capacita' dei consultori per prevenire
gli aborti e proporre alle donne soluzioni ai problemi che
possono indurre all'interruzione di gravidanza.
PDL - Veste centrale dei consultori anche nel programma
del Popolo delle liberta' in cui e' previsto ''il rilancio
del ruolo di prevenzione e di assistenza dei consultori
pubblici e privati per garantire alternative all'aborto''.
E
ancora, l'esigenza di fare una revisione a livello
amministrativo della legge 194, verificarne la corretta
applicazione e affrontare il ''problema gravissimo della
rianimazione dei feti abortiti nati vivi'' come anche quello
della disiformazione delle giovani sotto i vent'anni sulla
prevenzione delle gravidanze indesiderate e sulla
possibilita' di dare il bambino in adozione.
Fermo restando
che, secondo le esperienze europee, l'intensificazione della
diffusione dei contraccettivi ha causato un aumento degli
aborti.
In ultimo, un secco no all'utilizzo della pillola
Ru486 ''che ha portato alla morte di 16 donne''.
ABORTO? NO GRAZIE - Stesso ''no'' che si legge tra le
righe del programma della lista di Giuliano Ferrara ''Aborto?
No, grazie'' con la richiesta di vietare per decreto legge
l'introduzione della pillola abortiva.
E ancora: una
moratoria internazionale sul tema, l'obbligatoria sepoltura
di tutti i bambini abortiti, la fondazione in ogni regione
d'Italia di un'agenzia per le adozioni il cui compito sia
quello di favorire l'adozione, riservata, dei bambini
sottratti a un'interruzione di gravidanza, sostenere le
gestanti in difficolta' con l'erogazione di aiuti finanziari
per i primi 36 mesi dei figli, triplicare i fondi per la
ricerca sulla disabilita' e istituire un'Agenzia di tutela e
integrazione del disabile in ogni regione.
LA DESTRA - Sulla stessa linea il programma de ''La
Destra'', lista capitanata da Daniela Santanche', che afferma
''la vita e' sacra'' e pone al centro della proposta politica
''i diritti e la dignita' della persona, dal concepimento
alla morte'' sostenendo la revisione della legge 194 per fare
in modo che le Regioni applichino un nuovo protocollo da
usare nei consultori per ''una reale opera di prevenzione nei
confronti delle donne''.
SINISTRA ARCOBALENO - Centralita' dei consultori anche per
la Sinistra Arcobaleno che, oltre a chiedere l'estensione
della rete propone l'introduzione della pillola Ru486 come
tecnica di intervento non chirurgica per ridurre l'impatto
''di un atto che resta comunque un dramma''.
La lista di
Fausto Bertinotti si schiera a favore della legge 194, ''una
legge di civilta' che ha ridotto le pratiche dell'aborto e i
rischi per la salute delle donne'' ricordando che se non
esiste un diritto all'aborto esiste comunque ''un diritto
alla maternita' consapevole da parte delle donne''.
UDC - ''Rileggere la legge 194 secondo una cultura della
vita'' e' invece la posizione dell'Udc di Pierferdinando
Casini.
D'accordo con la moratoria sull'aborto in ''sede
internazionale'' evitando pero' strumentalizzazioni
politiche, il programma dell'Udc sottolinea la necessita' di
aggiornare la 194 perche' ''la possibilita' di vita autonoma
del feto oggi si e' nettamente anticipata''.
E propone di
garantire sostegni economici alle madri che ne abbiano
bisogno, riformare i consultori in veri ''presidi a
promozione della vita e della famiglia'', vietare la
commercializzazione della ''pericolosa e niente affatto
indolore'' Ru486 che rendendo l'aborto un fatto privato
lascia la donna ancora piu' sola.
L'Unione di Centro si
esprime anche sulla pillola del ''giorno del dopo'' chiedendo
che venga garantita ''la possibilita' di obiezione di
coscienza da parte dei farmacisti e dei medici, anche nelle
strutture pubbliche, perche' si tratta comunque di un farmaco
abortivo''.
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