PREZZI: FIPE, A RISCHIO RADDOPPIO IVA RISTORAZIONE
Entro il 2010 l'Iva per i servizi
di ristorazione potrebbe salire dal 10 al 20%.
E' quanto si
va profilando nell'ambito della riforma strutturale dell'Iva
europea.
Il che provocherebbe un immediato aumento dei prezzi
delle consumazioni, una crescita di un punto percentuale
dell'inflazione complessiva e una perdita di oltre 95 mila
posti di lavoro.
Per scongiurare questo pericolo una delegazione di Fipe,
la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, formata dai
vicepresidenti Ilario Perotto e Alfredo Zini e dal direttore
generale Edi Sommariva, accompagnata da Confcommercio
International ha incontrato a Bruxelles gli europarlamentari
Gabriele Albertini (Ppe), Donata Gottardi (Pse), Andrea Losco
(Alde), i membri del gabinetto del vicepresidente Tajani
responsabili della materia e Donato Raponi, responsabile
della direzione generale fiscalita' della Commissione
europea.
A loro e' stato chiesto di intervenire urgentemente
nelle sedi competenti almeno per consolidare l'attuale regime
agevolato dell'Iva nella ristorazione e soprattutto per
sostenere la proposta di una riduzione dell'aliquota.
I rappresentanti politici e tecnici della Ue hanno
manifestato la loro disponibilita' piena a raccogliere la
sollecitazione di Fipe a cominciare dall'Sba (Small Business
Act) la costituenda Commissione voluta dall'Istituzione
europea proprio per tutelare le piccole e medie imprese.
Un
intervento forte e deciso da parte del governo italiano, al
pari di quanto gia' fatto da altri paesi membri, sara'
determinante per sostenere la causa di tutta la ristorazione
italiana.
Secondo una proiezione effettuata da Fipe, se l'Iva fosse
ridotta al 5%, il settore potrebbe tenere meglio sotto
controllo i prezzi e vi sarebbe un aumento dell'occupazione
di ben 70 mila unita'.
Secondo Fipe il settore ha tutte le
caratteristiche per ottenere un regime ridotto, perche' e'
labour intensive (250 mila aziende, 900 mila posti di lavoro
e l'incidenza del costo del lavoro sui costi totali e' pari
al 43%), fornisce servizi localmente (il 90% della clientela
e' residente) e svolge un'attivita' altamente sociale nei
confronti di chi per necessita' o per scelta mangia fuori
casa in un bar, in un ristorante o in una mensa scolastica,
ospedaliera o aziendale.
Ogni giorno, secondo le analisi della Fipe, 12,5 milioni di
italiano pranzano o cenano fuori casa.
Approfondimenti:
Istat
Il sito Confcommercio
Il Governo Italiano
Ministero della Sanità