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GIUSTIZIA: LODO PIU'VICINO E SUL BLOCCA PROCESSI PD GUARDA AL QUIRINALE

La maggioranza tira dritto sul doppio binario legislativo intrapreso per mettere al riparo il premier dalle iniziative della magistratura e l'opposizione, spaccata tra l'atteggiamento ''trattativista'' del Pd sul 'lodo' e il muro contro muro scelto dall'Idv di Antonio Di Pietro, comincia a volgere lo sguardo all'ultima istanza del Quirinale.
Ieri, tra le proteste dell'opposizione, e' stato approvato al Senato il decreto sicurezza che contiene il contestato blocco dei processi, mentre il ministro della Giustizia Alfano ha annunciato che portera' gia' venerdi', alla prossima riunione del Consiglio dei ministri, la versione riveduta e corretta del 'lodo Schifani' che congela i procedimenti giudiziari nei confronti delle piu' alte dello Stato nel periodo del loro permanere in carica.
Sul primo provvedimento veicolato dal pacchetto-sicurezza si allunga l'ombra del parere che il Csm sta elaborando in commissione e che potrebbe sbarcare al plenum di palazzo dei Marescialli gia' questa settimana.
I dubbi sulla costituzionalita' del blocca-processi, le conseguenze sul funzionamento della Giustizia e non ultimo la contestata necessita' della decretazione d'urgenza in materia sono stati gli argomenti affiorati gia' tra i magistrati del Consiglio superiore e oggetto di una polemica preventiva, opportunamente azzerata dall'intervento del Capo delo Stato, che potrebbero informare una bocciatura del provvedimento.
A quel punto Napolitano, che e' il presidente del Csm, potrebbe tenerne conto al momento della controfirma del decreto, con un rinvio alle Camere.
Prende allora maggior peso, nell'azione a tenaglia della maggioranza per stendere un cordone protettivo intorno al presidente del Consiglio, il varo del ''lodo'.
Questa volta gli uffici legislativi del ministero della Giustizia hanno dalla loro parte la conoscenza delle motivazioni della Consulta che appose il bollo di incostituzionalita' alla prima versione che porta il nome dell'attuale presidente del Senato.
Modifiche che oggi non sembrano insormontabili e che spianano la strada al provvedimento insieme alle aperture sempre piu' consistenti del Pd verso questa soluzione - ieri l'ex responsabile Giustizia della Margherita Mantini e Renzo Lusetti hanno depositato alla Camera un loro disegno di legge che non sembra disprezzato dall'Udc - nel tentativo di riportare nell'alveo dell'attuale legalita' costituzionale una richiesta supportata dal voto di milioni di italiani: lasciare governare Silvio Berlusconi.

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