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GOVERNO: RANDAZZO SCRIVE AL GIORNALE, VERSIONE PILELLO FALSA E PATETICA

''La versione di Pietro Pilello sulle patetiche invenzioni e insinuazioni, come possono attestare tanto i messaggi memorizzati sul mio cellulare, quanto le stesse incidentali intercettazioni telefoniche della Procura di Napoli, cui il fido commercialista e intermediario del Cavaliere e' stato soggetto per piu' vaste indagini di ben altra natura''.
Cosi' in una lettera inviata al direttore de il Giornale il senatore del Pd-l'Ulivo Nino Randazzo commenta l'intervista a Pietro Pilello e prosegue: ''Sfido Pilello, o chiunque altro, a produrre un solo atomo di prova, concreta, documentabile e sostenibile in sede giudiziaria, circa un mio 'interesse' a intrupparmi nel gregge berlusconiano.
Fu questo a me ignoto (fino a quel momento) Pilello a venirmi a trovare in ufficio con il suo mellifluo racconto di suo padre emigrato in Australia e il suo desiderio di vistare quella lontana terra che ospiterebbe i suoi parenti e conoscenti.
E venne improvvisamente in aeroporto, al momento della mia partenza - spiega Randazzo nella lettera - per propormi come miracolosa occasione ('Faremo grandi cose!') un incontro col Cavaliere, a Milano o a Roma.
Sull'incontro a colazione col Cavaliere a Palazzo Grazioli, da me accettata serenamente nella mattinata di primo novembre, festivo, libero da pressanti impegni, il Pilello ha dovuto attingere da un pozzo di fantasia, intuibile, forse, da un suo...
esoterico passato''. ''Faccio appello al senso di coscienza deontologica della nostra categoria perche' - conclude Randazzo, che e' anche giornalista - queste mie precisazioni abbiano il dovuto rilievo rispetto al taglio riservato alle ingiuriose, e lesive del mio onore, affermazioni del commercialista calabrese di Milano 'con qualche anno di esperienza politica alle spalle in Fi', come lui stesso ci fa sapere''. red-njb/mcc/ss