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ANNO GIUDIZIARIO/ROMA: 'CONVENIENTE' PER LA DELINQUENZA AGIRE IN ITALIA

La durata eccessiva dell'iter ritenga conveniente dal punto di vista giuridico ''operare'' nel nostro Paese.
Questo, a quanto si e' appreso, sara' il quadro delineato nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario capitolino che si terra' domani, dal presidente reggente della Corte d'Appello, Claudio Fancelli, durante la sua relazione.
Un quadro negativo della situazione del distretto e' quello che in sostanza il presidente delineera' domani dove sussistono precarieta' e disfunzioni e continua ad emergere, nonostante le diverse riforme, l'eccessiva durata dei processi e l'aumento delle pendenze. ''Il punto di non ritorno'', su cui gli addetti ai lavori sono d'accordo, e' veramente a un passo.
Fancelli puntera' l'attenzione soprattutto sui reati di maggiore allarme sociale (omicidi volontari, rapine ed estorsioni) sempre piu' da legale al degrado sociale, tipico delle periferie urbane, e al fenomeno dell'immigrazione dai paesi dell'est europeo.
Continua a essere elevato il numero degli extracomunitari autori di reati ed in particolare lo spaccio di stupefacenti.
Il magistrato poi entrera' nel dettaglio di tutti i risvolti sia della giustizia civile che di quella penale in tutti i loro risvolti, tra cui le problematiche relative alle strutture e al personale, il diritto di famiglia, il fallimento, il giudice di pace.
In particolare, per quanto riguarda la giustizia penale, un capitolo sara' dedicato alla delinquenza minorile, in cui evidenziera' che a fronte di un dato generale in diminuzione dei denunciati e' registrato in aumento dei denunciati stranieri che rappresentano piu' del 50 per cento del totale. Di questi, quelli di origine slava costituiscono il 44,83 per cento.
Sempre in materia penale, il presidente Fancelli nell'affrontare la situazione del distretto ricordera' alcuni casi che hanno avuto un certo clamore mediatico: il caso di Piergiorgio Welby, l'uccisione dell'agente del sismi Nicola Calipari, i sequestri all'estero di Gabriele Torsello, Daniele Mastrogiacomo, padre Giancarlo Bossi, l'omicidio di Giovanna Reggiani, la donna uccisa da un rumeno a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Tor di Quinto.
Un rimedio comunque potrebbe derivare dall'introduzione del processo telematico e dalla costituzione dell'ufficio per il processo, ma l'auspicio e' quello di riforme incisive. red/mcc/lv