DIARIO ELETTORALE: CONFERMATI ED ESCLUSI DEL PRC E DELLA SIN.-ARCOBALENO
Rifondazione ha scelto i criteri
Sabato scorso, nella riunione del Comitato politico
nazionale, si e' confermata la scelta di escludere coloro che
abbiano svolto gia' due mandati elettivi (o in Parlamento o
nelle Assemblee regionali).
Quindi non ci saranno deroghe ne'
per Franco Russo (gia' eletto con i Verdi e poi con il Prc),
Milziade Caprili (vicepresidente del Senato, gia' deputato
del Pci e poi del Prc) e Alfonso Gianni (sottosegretario
all'economia, gia' deputato del Pdup e del Prc).
Uniche
deroghe previste: il segretario Franco Giordano e il
candidato premier Fausto Bertinotti.
In extremis potrebbe
essere recuperato Francesco Forgione (presidente della
Commissione antimafia nell'ultima legislatura, per due volte
deputato dell'Assemblea regionale siciliana), tenendo conto
del delicato lavoro che ha svolto negli ultimi due anni.
Giovanni Russo Spena, capogruppo uscente al Senato, ha
intanto annunciato autonomamente l'intenzione di non
ricandidarsi (gli scontenti per l'attuale direzione del
quotidiano 'Liberazione', ritenuto troppo poco 'partitista',
lo vorrebbero direttore al posto di Piero Sansonetti).
Nella stessa riunione e' stata bocciata la mozione
presentata da Russo e Mantovani che proponeva l'estensione
del criterio dei due mandati anche agli indipendenti (71 a
favore, 85 contro).
L'obiettivo era mettere in discussione la
riproposta delle candidature degli indipendenti di Sinistra
europea, Pietro Folena e Antonello Falomi alla Camera (eletti
in precedenza sia nel Pci-Pds che nei Ds e poi in
Rifondazione).
Tra gli indipendenti, conferme per Lidia Menapace e
Francesco Martone al Senato.
E' stato inoltre confermato il
criterio secondo il quale il 50% delle candidature sara'
composto da donne.
Quindi, le parlamentari uscenti di
Rifondazione dovrebbero essere tutte riconfermate con
l'eccezione di Graziella Mascia alla Camera (deputata dal
2001 e in precedenza consigliere regionale in Lombardia).
Un problema a parte e' costituito dalle minoranze interne
al partito.
La segreteria del Prc ha deciso di escludere
quella che fa riferimento alla rivista 'l'Ernesto', perche'
ritenuta contraria a tutte le scelte piu' recenti del Prc e
al varo della lista Sinistra-Arcobaleno.
Quindi, niente
ricandidature per i suoi esponenti (Pierluigi Pegolo alla
Camera, Fosco Giannini al Senato).
Spazio invece all'altra
minoranza interna, quella di 'Essere comunisti': dovrebbero
essere rieletti Claudio Grassi al Senato, Alberto Burgio e
Matilde Provera alla Camera.
L'ex ministro della Solidarieta'
sociale Paolo Ferrero, pur facendo parte della maggioranza
del Prc, avrebbe chiesto che nella lista degli eleggibili ci
siano dieci parlamentari vicini alla sua posizione che
prevede per il futuro il consolidamento del patto federativo
tra i partiti di Sinistra-Arcobaleno ma non lo scioglimento
delle singole forze promotrici.
Per quanto riguarda i nomi definitivi dei candidati
bisognera' pero' attendere venerdi' 29 febbraio, quando e'
prevista un'altra riunione del Comitato politico nazionale
del Prc.
Il calcolo degli eleggibili e' stato fatto sulla
previsione che Sinistra-Arcobaleno ottenga il 10% dei voti.
In questo caso, il 45% degli eletti andrebbe a Rifondazione,
il 19% rispettivamente a Comunisti italiani e Verdi, il
restante 17% a Sinistra democratica.
Venendo a Sinistra democratica, sono previste le conferme
alla Camera di Fabio Mussi (forse capolista a Milano), Titti
Di Salvo, Arturo Scotto, Marisa Nicchi e le new entry di
Betty Leone (segretaria nazionale del sindacato pensionati
Cgil) e di Domenico Pantaleo (segretario regionale della
Puglia).
Incerta la ricandidatura di Carlo Leoni (tra i
vicepresidenti uscenti della Camera) a Roma, dove avanza in
alternativa quella di Adriano Labbucci (presidente uscente
del Consiglio provinciale).
Al Senato, conferma di Cesare
Salvi (capolista nel Lazio) e forse di Piero Di Siena
(presidente dell'Associazione per il rinnovamento della
sinistra presieduta da Aldo Tortorella).
Escono dal
Parlamento esponenti tradizionali della sinistra dei Ds come
Fulvia Bandoli, Marco Fumagalli, Gloria Buffo, Giorgio Mele,
Luciano Pettinari, Alba Sasso e Lalla Trupia che avevano
aderito a Sinistra democratica.
Sara' invece il Pd a candidare l'onorevole uscente Olga
D'Antona, che ha lasciato di recente il movimento di Fabio
Mussi.
Il Pd candida anche Paolo Nerozzi (della segreteria
nazionale Cgil), anche lui in rotta con Sinistra democratica
insieme al sottosegretario agli Esteri Famiano Crucianelli
(quest'ultimo ha annunciato che non si candidera').
D'Antona
e Nerozzi dovrebbero ricongiungersi con la sinistra del Pd,
guidata nell'ultimo congresso dei Ds da Vincenzo Vita (di
sicuro candidato alla Camera) e Massimo Brutti (senatore
uscente).
Per quanto riguarda Verdi e Comunisti Italiani
(rispettivamente 16 e 17 deputati uscenti e 10 senatori nel
loro gruppo unitario al Senato), i leader Alfonso Pecoraro
Scanio e Oliviero Diliberto dovrebbero candidarsi in Emilia
Romagna e in Campania.
Tra i Verdi, potrebbero non esserci le
ricandidature alla Camera di Tana De Zulueta e di Marco Boato
(parlamentare dal 1979) mentre ci sara' la novita' della
candidatura del giudice Gianfranco Amendola.
Conferme tra i
Comunisti italiani, che di recente hanno acquistato una nuova
sede in via Tevere a Roma.
''Un segnale di stabilita', di
certezza e di continuita''', scrive sul sito internet del
partito Roberto Soffritti, deputato e amministratore del
Pdci, riferendosi a chi teme lo scioglimento dei Comunisti
italiani dopo il voto del 13 e 14 aprile.
gar/leo/rob