CUBA: RESTA IN SELLA LA VECCHIA GUARDIA, DA USA E UE COMMENTI PRUDENTI
Continuano gli appelli per un
che tutti gli analisti giudicano come una prova del fatto che
la vecchia guardia nell'isola caraibica e' ancora saldamente
al potere, sono tutti improntati alla moderazione.
Gli Stati Uniti hanno affidato la prima reazione ufficiale
al responsabile del dipartimento di Stato per l'America
Latina, Tom Shannon, secondo il quale ''ora a Cuba esiste un
potenziale di cambiamento, che deve comunque venire dal suo
interno''.
Per quanto riguarda la Ue, il commissario europeo
allo Sviluppo Louis Michel si e' detto ''disponibile ad
aprire un dialogo politico costruttivo'' con Raul Castro.
''La commissione europea e' pronta a continuare il suo lavoro
con il governo cubano in coordinamento con i nostri partner
dell'Unione europea, per migliorare e approfondire le
questioni di interesse comune, come lo sviluppo economico e
le questioni legate all'ambiente e ai cambiamenti
climatici''.
Fra i capi di stato che hanno commentato la
nomina di Raul, il piu' caloroso e' stato il presidente
venezuelano Hugo Chavez: ''Raul e' sempre stato presente, ha
portato avanti il suo lavoro nell'ombra restando fedele alla
rivoluzione e al popolo cubano''.
Di amicizia fra popoli da
rinsaldare ha parlato anche il presidente messicano Felipe
Calderon, pronto a ''continuare a lavorare per rinforzare i
legami che uniscono i due paesi''.
Dopo anni passati nell'ombra del suo ingombrante fratello,
Raul Castro si trova ora di fronte a sfide imponenti, come la
transizione politica e soprattutto le riforme economiche.
''Fidel non e' sostituibile, il popolo continuera' il suo
lavoro e anche se lui non sara' con noi fisicamente, le sue
idee saranno sempre qui'', ha detto Raul nel suo discorso di
insediamento ed ha sottolineato chiaramente che il futuro del
paese sara' sempre e comunque ''all'interno dell'idea
socialista'' e che le riforme andranno avanti solo ''un po'
alla volta''.
Dopo la nomina a presidente, Raul Castro ha a sua volta
indicato il nuovo comandante delle Forze Armate cubane, il
generale Julio Casas Regueiro, 72 anni.
L'assemblea di ieri
ha inoltre deciso il primo vice presidente del paese, altri
cinque vice presidenti, il segretario di partito e i 23
membri del Consiglio di Stato.
Il ''posto numero due'' nella
gerarchia cubana e' andato a Jose Ramon Machado, 77 anni, un
altro leader della ''vecchia guardia'', fondatore del partito
comunista cubano e capo dell'organizzazione del partito dal
1990.
Dovra' dunque aspettare la cosiddetta ''generazione di
mezzo'' rappresentata da Carlos Lage, 56 anni, che molti
vedevano come un possibile avversario di Raul e che invece
manterra' il suo posto di vice presidente.
(Piu'Europa).
red/uda