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GRILLO: SIDDI (FNSI), DI PIETRO STAVOLTA NON CI HA 'AZZECCATO'

''Di Pietro, come si dice dalle mie Mussolini ma quello di Gonella, costituito 45 anni fa da un'idea base di Aldo Moro, due democratici veri, seri, uomini rimpianti della vita costituzionale repubblicana. Da Beppe Grillo, che e' un comico, parole fuori dalla verita' sono comprensibili anche se restano le parole di un daltonico''.
Cosi' replica il segretario della Federazione nazionale della Stampa italiana, Franco Siddi, alle affermazioni del ministro Di Pietro sul suo blog. ''Prima di spararle grosse - continua Siddi - occorre conoscere bene la storia e i fatti e avere la sapienza di incidere sulle cose che non vanno, a cominciare, in questo caso dai meccanismi e dalle procedure dell'Ordine, che dopo 45 anni hanno fatto il loro tempo e non reggono piu'.
Ma riformare e' cosa piu' seria che sparare nel mucchio e cercare effetti speciali e risonanza mediatica.
Dell'Ordine di Mussolini siamo vittime e martiri e, giustamente, la Repubblica l'ha abrogato''. Nel 2008 ''c'e' un ordinamento della professione del giornalista che, nella parte fondamentale dei principi, come per la prima parte dalla Costituzione repubblica, e' e deve restare intangibile.
E' diritto insopprimibile dei giornalisti la liberta' formazione e di critica, limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalita' altrui ed e' loro obbligo inderogabile il rispetto della verita' sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealta' e dalla buona fede.
Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte, e riparati gli eventuali errori.
Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando cio' sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori.
Cosi' recita l'articolo 2 della legge Gonella del 1963, un presidio di autonomia e di liberta' anche per l'on.le Di Pietro''.
''E lui - conclude la nota del sindacato dei giornalisti - che abbiamo anche apprezzato in tante battaglie contro poteri pericolosi e inquinanti e contro i bavagli, dovrebbe sapere piu' di ogni altro che, nel tempo attuale, far cadere l'Ordine con un colpo di spugna senza un'idea di liberta' garantita da un sistema di chiara legalita', significherebbe consegnarsi a poteri assoluti.
Diciamolo chiaro: sfidiamo lui e tutta la politica alla riforma ma Di Pietro stavolta con il suo urlo, mediatico, non ci ha proprio azzeccato''. com/Gas/lv