BALLOTTAGGI: ROMA, SI BATTE RUTELLI MA SE PERDE LO SCONFITTO E' VELTRONI
''In questa partita elettorale si
giudizio ''sull'intera classe dirigente, di un grande popolo
democratico che sostiene Rutelli''.
Queste parole di Marco
Follini, responsabile Informazione del Pd, pronunciate il 22
aprile nel corso di un incontro di partito all'Eur a sostegno
delle candidature a sindaco della Capitale di Francesco
Rutelli e a presidente della Provincia di Roma di Nicola
Zingaretti, attestano l'importanza del voto di ballottaggio
che interessera', domenica e lunedi' prossimi, la citta' e la
provincia di Roma.
La conferma del Campidoglio, piu' di quella di Palazzo
Valentini, e' di vitale importanza per il Pd.
E per piu' di
un motivo.
E il piu' importante e' che, se e' vero che e'
Francesco Rutelli a doversela vedere con lo 'sfidante' Gianni
Alemanno, e' altrettanto vero che se l'ex leader della
Margherita dovesse essere sconfitto, piu' di lui sara'
doppiamente battuto Walter Veltroni, segretario del Pd e
sindaco uscente.
Doppiamente battuto quest'ultimo perche' e' il leader che
ha appena perduto, con largo margine e con la devastazione
della sinistra, le elezioni politiche e perche' e' il sindaco
uscente, in carica fino a meta' febbraio scorso.
Quindi il Pd ha giocato in queste due settimane di
campagna elettorale tutte le sue carte, facendo sfilare per
le vie e le piazze di Roma non solo Rutelli, ma anche
Veltroni e Massimo D'Alema, sapendo bene che una sconfitta
nella Capitale avrebbe pesanti ripercussioni sugli assetti
futuri del partito, con la possibile messa in discussione
anche della leadership di Veltroni, che finora ha avuto
alquanto 'carta bianca' nel disegnare il Pd ed i suoi gruppi
parlamentari.
A Roma, come in altre realta' locali, il Ps non ha seguito
la strategia nazionale dell'andare da soli, ma ha stipulato
un patto di ferro con i quattro partiti della
Sinistra-L'Arcobaleno (Patrizia Sentinelli, Prc, viceministro
agli Esteri, sara' vicesindaco in caso di vittoria di
Rutelli).
Il Pdl, invece, ha mantenuto l'assetto nazionale,
senza alleanze con Udc, La Destra ed altri.
Posizione
mantenuta da Alemanno anche per il ballottaggio.
Sulla carta dovrebbe vincere Rutelli, forte degli 84 mila
voti in piu' avuti nel primo turno elettorale e dalla
consistenza dei partiti della coalizione che lo sostiene
(sommando i loro voti nelle politiche del 13 e 14 aprile
superano il 50%), ma solo sulla carta.
Il ballottaggio,
infatti, e' un voto a se' dove si vota solo per la persona e
dove si registra, da sempre, un forte astensionismo.
E
saranno proprio coloro che decideranno di disertare le urne a
decidere anche la vittoria dell'uno o dell'altro.
Gli elettori romani sono 2.350.875.
Quanti di loro
preferiranno il mare, la campagna o i monti, approfittando
del lungo ponte 25 aprile-4 maggio? Quanti non si recheranno
alle urne per disaffezione o per protesta? E chi, tra Rutelli
e Alemanno, sara' maggiormente penalizzato dalla 'diserzione'
di loro possibili sostenitori? Saranno le urne aperte a dirlo
lunedi' pomeriggio.
La battaglia per il Campidoglio ha messo in secondo piano,
come detto, quella per la conquista di Palazzo Valentini,
sede della Provincia di Roma.
Nicola Zingaretti parte
fortemente avvantaggiato rispetto ad Alfredo Antoniozzi.
Entrambi i candidati-presidente sono europarlamentari e
confidano il primo nella voglia di riscatto e di rivincita
del popolo del centrosinistra ed il secondo sulla voglia
dell'elettorato di centrodestra di assestare un altro duro
colpo al Pd ed ai suoi alleati.
Anche qui, decisivo sara'
l'astensionismo.
leo/gas/bra