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PANICO: UN LIBRO-VERITA' PER USCIRE DAL RECINTO DELLA MALATTIA

Ancora oggi l'attacco di panico e' guarigione.
E' una sorta di ''bugia'' del cervello che tiene sotto scacco per tutta la vita le persone colpite perche' non curate correttamente.
Ecco allora, il ''libro-verita''' per chiarire le cause e fornire i rimedi piu' efficaci per uscire dal ''recinto'' di questa malattia invalidante. Il volume ''Panico! una bugia del cervello che puo' rovinarci la vita'', e' un'intervista della giornalista Cinzia Tani al prof.
Rosario Sorrentino, neurologo e direttore dell'Ircap (istituto di ricerca e cura degli attacchi di panico) alla clinica Pio XI Roma, in cui l'esperto sottolinea la necessita' di intervenire precocemente con una terapia farmacologica mirata per evitare la cronicizzazione del disturbo.
Mentre lancia l'allarme sulle lunghissime e spesso inutili terapie psicoanalitiche che non solo non sortiscono alcun risultato ma che, anzi, sottraendo il paziente alle cure farmacologiche necessarie, possono contribuire al peggioramento dei sintomi del panico, sottoponendo i malati ad uno stress prolungato, con costi elevati e conseguenze negative sulla qualita' di vita. Il ''libro-intervista'' - che affronta vari capitoli: dalla metafora del ''recinto'' a quella della bugia del cervello, i due volti della paura,ai candidati del panico fino a come uscire per sempre dal tunnel della malattia - sara' in libreria il 27 maggio prossimo (edito Mondadori, 192 pagine, 17,50 euro) e sara' presentato in un convegno presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma il 4 giugno, alla presenza di giornalisti, personaggi del mondo scientifico e della cultura e dello spettacolo. Il neurologo e la giornalista nel libro sottolineano ''cosa bisogna sapere e cosa si deve fare per non avere piu' paura della paura'', arrivando progressivamente a non credere piu' a quella ''bugia'' che tanto pesantemente puo' condizionare l'esistenza delle persone colpite dal panico. Nel libro l'esperto richiama l'attenzione tra i fattori ambientali che possono, nelle persone predisposte, scatenare le prime crisi di panico quando esposte a un eccesso di anidride carbonica (CO2) negli ambienti chiusi, non sufficientemente ventilati come la metropolitana, l'aereo, il cinema, il ristorante e mezzi pubblici. L'autore conclude che l'attacco di panico ''non e' ne' un'invenzione,ne' un capriccio ma un evento che e' stato possibile fotografare esattamente nel momento in cui si e' verificato'', grazie all'aiuto della risonanza magnetica funzionale.
E cio' scagiona una volta per tutte dal sospetto che i pazienti vengano spesso etichettati come malati immaginari.
res-mpd/sam/alf