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MORTI BIANCHE: NEROZZI (PD), SACCONI METTE IN DISCUSSIONE T.U.


''Siamo assolutamente insoddisfatti delle comunicazioni oggi rese in Senato dal Ministro Sacconi.
Vuol mettere in discussione il Testo Unico approvato dal governo Prodi sia sul terreno della responsabilita' sia sul diritto alla salute per tutti i lavoratori distinguendo fra quelli della grande industria e quelli della piccola fabbrica.
Mettere ogni giorno in discussione le regole significa mandare messaggi contraddittori e per questo ci sara' sempre un imprenditore che pensera': 'ma tanto poi la legge cambia'''.
Lo dichiara il senatore del Partito democratico Paolo Nerozzi a seguito dell'informativa del Ministro del Lavoro sulla tragedia di Mineo.
''La tragedia di Mineo e' solo l'ultima delle tragedie del lavoro che hanno sconvolto il nostro Paese negli ultimi mesi - prosegue -.
Il dramma di Molfetta, prima la Thyssen di Torino e precedentemente tante altre.
Nel frattempo una miriade di morti bianche che non hanno avuto neanche gli onori della cronaca''.
''Pero' sembra che a un dato cosi' drammatico-sconvolgente non segua uno scatto politico adeguato tra chi ha, o dovrebbe avere, la responsabilita' di porre un limite a questo stillicidio - rimarca Nerozzi -.
L'atteggiamento contraddittorio che sta assumendo il governo e' quello che non possiamo permetterci.
Il Governo Prodi licenzio' il Testo unico sulla sicurezza del lavoro.
Non e' possibile non ricordare le critiche di Confindustria in merito ai costi che tali norme avrebbero scaricato sulle imprese, nonche' le critiche del Pdl sull'eccessivo carico penale a danno degli imprenditori inadempienti.
Ma quelle norme erano fatte per il diritto alla sicurezza e alla salute di tutti i lavoratori, quelli della grande industria e quelli delle piccole e medie imprese.
Oggi questo governo ha avviato la ricerca della 'deregulation' totale nel campo del lavoro.
Sono tutti segnali contraddittori e contrastanti che non aiutano verso quello scatto unitario di cui avremmo bisogno.
In tema di deregulation - sottolinea Nerozzi - dobbiamo stare attenti a pensare che certe riforme rischiano di incidere anche sui livelli di sicurezza: contratti fai da te, sub-appalti, minori garanzie sindacali, la ricerca del lavoro straordinario, la scarsa formazione professionale rappresentano scelte che vanno del senso opposto alla ricerca della sicurezza.
Non si devono sopportare piu' deroghe nemmeno a salvaguardia dei livelli occupazionali.
Le norme esistono, vanno applicate fino in fondo e soprattutto vanno attuati seri livelli di controllo, anche prevedendo maggiori risorse sia economiche che umane per esercitarli''.

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