INFRASTRUTTURE: IL ''GOVERNO DELLE REALIZZAZIONI'' ALLA PROVA (IL PUNTO)
Questo deve essere ''il Governo delle
realizzazioni'': ''Sulle infrastrutture si gioca il futuro
sviluppo del Paese; di questo tutto il Governo, nel suo
insieme, e' convinto e su questo e' solidarmente impegnato,
al di la' della fisiologica dialettica tra ministro
dell'economia e ministri della spesa''.
Con queste parole il
ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha diffuso
fiducia agli operatori, quelli che erano con lui sul palco e
quelli che in platea assistevano al quinto Forum Edilizia e
Territorio, organizzato dal Sole 24 Ore, i quali tutti si
ponevano la stessa domanda che faceva da titolo del Forum:
''Grandi opere: da dove ripartire''.
Per tutti una nuova
occasione per rivisitare il desolante quadro di un Paese in
cui da troppi anni non si realizzano infrastrutture, per
lamentare i motivi che hanno causato questo immobilismo e per
suggerire le soluzioni che in ogni convegno vengono ripetute.
Diagnosi e cure, insomma, su un argomento sul quale piu' che
discutere, ci sarebbe da fare.
L'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato,
Mauro Moretti, ha in realta' tentato di rivendicare il fatto
che entro l'anno sara' completato l'asse fondamentale
dell'alta velocita' italiana, con il completamento della
Bologna-Firenze.
Poco prima, pero', il sottosegretario alle
Infrastrutture, Roberto Castelli, aveva osservato, con
malinconia, che la prima esperienza di linea ad alta
velocita' al mondo era stata costruita proprio in Italia
all'inizio degli anni '70.
Dopo oltre trent'anni l'Italia,
con il suo nuovo asse, e' finita all'ultimo posto rispetto ai
suoi concorrenti europei.
I ritardi, insomma, piu' che
colmarsi, si accentuano.
E non e' un problema di
disponibilita' di risorse.
Le risorse finanziarie si trovano
e si sono sempre trovate.
Semmai, il problema sarebbe quello
di dare maggiore continuita' alla certezza dei flussi
finanziari attraverso normative capaci di un respiro
superiore ai tre anni della legge finanziaria, perche' i
tempi di costruzione di una grande opera sono
fisiologicamente assai piu' lunghi, in qualunque Paese.
Sereno sul problema del finanziamento delle opere si e'
mostrato anche Matteoli che, ricordato il blocco decretato
dal passato governo a quasi tutte le infrastrutture che il
precedente governo aveva in qualche modo avviato, ha rilevato
che, nel periodo 2001/2006, su 58 miliardi di Euro di opere
cantierate, il ricorso al finanziamento pubblico e' stato di
otto miliardi di Euro.
Esistono, insomma, enormi spazi per il
coinvolgimento dei privati nell'infrastrutturazione del
Paese, purche' ad essi vengano offerte due condizioni: date
certe e regole certe.
Condizioni che mancano del tutto in
Italia, essenzialmente grazie a diffusi diritti di veto da
parte dei piu' diversi soggetti, che sono all'origine della
carenza di infrastrutture e dell'abbondanza di convegnistica
sull'argomento.
I tavoli di confronto - ha detto Castelli -
si aprono perche' si chiudano.
Diversamente non si fa mai
nulla.
Quello sulla Torino-Lione (il famoso ''Osservatorio'') -
come ha ribadito Matteoli - dovra' concludere i suoi lavori
entro il 30 giugno.
Passato il 30 giugno non ci sara' piu'
spazio per discutere sui ''se'', mentre per il 26 luglio e'
gia' in programma un incontro intergovernativo con i
francesi.
Quella della Torino - Lione, sara' quindi la prima
cartina tornasole della capacita' del Governo di essere
davvero il ''Governo delle realizzazioni''.
Fuori, sulla piazza antistante la sala del Forum, intanto,
sfidando i quaranta gradi dell'estate romana ed i cinquanta
dei sampietrini, un folto gruppo di irriducibili dimostranti
dei ''Blocchi Precari Metropolitani'' mostrava i suoi
striscioni: '' Basta con la devastazione ed il saccheggio del
territorio''; ''Le grandi opere trasformano in un grande
incubo il nostro futuro''.
Approfondimenti:
Il Governo Italiano
TreniItalia