GOVERNO: PRODI PERDE SFIDA SENATO, LA PALLA PASSA ORA AL QUIRINALE
Romano Prodi ha perso la sfida del
l'astensione del collega Scalera (ma Cusumano e D'Amico hanno
votato a favore del governo), il voto contrario a sorpresa di
Fisichella, l'assenza di Pallaro, hanno fatto la differenza.
Una crisi che si annuncia di difficile soluzione perche'
la scelta del premier di andare al voto di fiducia ha
complicato oltremodo la situazione.
Il centrodestra, infatti,
con l'eccezione dell'Udc (disponibile ad un governo
istituzionale), ottenuta la caduta di Prodi, non avvenuta per
una 'spallata' ma per 'implosione' della maggioranza, punta
direttamente al voto in primavera.
In particolare, in questi giorni, Silvio Berlusconi si e'
detto piu' volte convinto che anche con questa legge
elettorale il centrodestra - che si e' ricompattato dopo i
venti di crisi del governo - vincera' le elezioni a mani
basse e quindi sara' in grado di garantire la governabilita'
dell'Italia in un momento in cui i venti della recessione
cominciano a soffiare impetuosi.
I partiti della ex Cdl non
potranno acconsentire ad un nuovo governo Prodi, e
difficilmente ad un esecutivo di transizione, sia pure con il
solo compito di varare una nuova legge elettorale (anche
perche' le ipotesi di riforma sono le piu' variegate e di
difficile composizione).
Potrebbe restare invece in piedi
l'ipotesi di un governo che garantisca l'effettuazione dei
referendum elettorali.
Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ora dovra'
cercare di trovare una soluzione alla crisi apertasi
inopinatamente, si trova quindi nella condizione di tentare
di dare vita ad un nuovo governo che tenga conto della
realta'.
E la realta' e' che Prodi, avendo testardamente (o
coerentemente, come ha rivendicato) ignorato gli inviti del
Quirinale e del Pd a dimettersi prima del voto di fiducia del
Senato, ha reso complicato qualsiasi percorso diverso dalle
elezioni anticipate.
Napolitano, esperite le consultazioni di prassi che
potrebbero iniziare gia' domani, dovra' quindi decidere il da
farsi.
L'alternativa e' tra sciogliere le Camere (in questo
caso potrebbe affidare all'attuale governo la gestione delle
elezioni), ma non lo potrebbe fare prima di aver esperito
ogni tentativo per dar vita ad un nuovo esecutivo che vari,
come primo compito, una nuova legge elettorale e, se
possibile, le necessarie riforme costituzionali.
E il capo
dello Stato dovra' tener conto di tre elementi emersi nel
dibattito al Senato: 1) la sinistra dell'Unione ha espresso
piena solidarieta' a Prodi invitandolo ad andare avanti; 2)
che la stessa sinistra ha duramente attaccato il Pd ed il suo
leader Walter Veltroni che sarebbero stati la causa di questa
crisi; 3) Mastella a nome dell'Udeur ha annunciato ''una
stagione politica diversa'' e che il suo partito non si
riconosce piu' nell'Unione.
In queste condizioni, impossibile una riedizione del
governo dell'Unione, magari un 'Prodi ter' piu' snello e
leggero nella sua composizione, perche' non avrebbe i numeri
(anche se il premier ha dimostrato, con il voto di ieri, di
avere ancora una maggioranza alla Camera) e' possibile che
Napolitano scelga la via di un 'mandato esplorativo' ad una
figura istituzionale, ovvero ad uno dei due presidenti delle
Camere, per accertare se sia ancora possibile dare vita ad un
governo 'politico'.
Se questa strada si mostrera'
impraticabile, il Quirinale potrebbe vedere se un esecutivo
'tecnico', magari presieduto da una figura al di sopra delle
parti come Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia
(istituzione che gia' in passato ha dato premier come Dini e
Ciampi), possa avere miglior fortuna e garantire al Paese un
periodo di decantazione dai veleni tossici di questo inizio
di legislatura e portare in porto, fino agli inizi del
prossimo anno, non solo una politica economica in grado di
affrontare questa fase di recessione, ma anche una legge
elettorale bipartisan che garantisca nel prossimo Parlamento
una maggioranza certa ed un governo solido.
Giorni difficili, quindi, per Napolitano chiamato a
risolvere un 'puzzle' complicatissimo.
E che Prodi, ripetendo
le mosse del 1998, ha reso ancora piu' difficile da
comporre.
leo/mcc/ss