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GOVERNO: E DOPO IL VOTO DI FIDUCIA TOCCA AL QUIRINALE

Un Presidente della Repubblica Romano Prodi dopo l'uscita dalla maggioranza del'Udeur di Clemente Mastella. Sono ore, queste, piene di calcoli, tabelline, pallottolieri con i quali il mondo politico cerca di capire se l'esecutivo prodiano riuscira' al Senato a portare a casa la fiducia.
Ma in ogni caso, quale che sia il risultato, gia' da questa sera l'attenzione si spostera' su quello che fara' il Quirinale.
Chiara e scontata la strada che Giorgio Napolitano seguira' in caso di mancata fiducia.
Se Prodi questa sera, al termine del voto, non uscira' vittorioso dall'aula di Palazzo Madama, non potra' fare altro che andare a rimettere, presumibilmente questa sera stessa, il suo mandato nelle mani del Capo dello Stato.
Napolitano prendera' atto delle dimissioni dell'esecutivo e invitera' Prodi, come da prassi, a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Cose queste che verrebbero comunicate ufficialmente questa sera, dopo la salita al Colle di Prodi, dal segretario generale del Quirinale Donato Marra.
Il quale, al termine della lettura della formula di rito, rimandera' con ogni probabilita' a domani per la definizione del calendario delle consultazioni, che potrebbero prendere il via gia' nel pomeriggio della stessa giornata.
Diverso ovviamente il percorso se Prodi questa sera portasse a casa la fiducia.
In questo caso, fosse pure di un solo voto a Palazzo Madama, il governo sarebbe legittimato istituzionalmente a proseguire nel suo cammino.
Ma sarebbe, questa eventualita', carica di incognite politiche.
E' evidente, nel caso di ottenimento della fiducia, il ruolo determinante che avrebbero avuto i senatori a vita.
Il Capo dello Stato non e' mai intervenuto direttamente sulle loro prerogative, a cominciare dal voto, ma ha parlato, in occasione del rinvio alle Camere dello scorso anno, di una fiducia da ottenere con la necessaria maggioranza politica. Ora alcuni osservatori politici interpreterebbero questa posizione del Colle come un richiamo a non computare i voti dei senatori a vita per quella che e' l'indispensabile maggioranza per sostenere la vita di un governo.
In ogni caso, comunque la si voglia leggere, anche in questo ambito il ruolo del Quirinale sara' fondamentale anche perche' non e' stato Napolitano a rinviare alle Camere il governo, e' stata una decisione autonoma del premier che si ritroverebbe, dal suo punto di vista, legittimato a continuare la sua azione di governo.
In mancanza di sue dimissioni o di un intervento del Colle. fdv/leo/ss