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FIAT: ECONOMIST CELEBRA IL 'MIRACOLO' DI TORINO

L'Economist plaude al ''miracolo di ''rinascita'' della casa automobilistica italiana, che ''abbinando alcuni bei nuovi modelli a dati finanziari (positivi), ha organizzato un sorprendente recupero''.
Un caso destinato a ''far scuola per anni''. Il settimanale in edicola domani non lesina considerazione per la casa di Torino e nel suo editoriale parla apertamente di ''lezione che altre case automobilistiche possono apprendere'' dal riscatto della Fiat.
Un caso emblematico di azienda che si e' trovata nella necessita' di ''rifocalizzare'' il suo business e la sua produzione: quando a Torino arrivo' Sergio Marchionne, ricorda l'Economist, la Fiat si era ridotta un'azienda ''sclerotica''.
Che oggi puo' essere assunta a riferimento, anzi di piu', a ''lezione'' addirittura per le ''big three'' di Detroit: GM, Daimler-Chrisler, Ford. Ancora piu' entusiasti i toni dell'articolo, che celebra la Fiat 500 come l'immagine ''dominante'' all'ultimo salone dell'automobile di Ginevra del mese scorso e la Alfa Romeo 8C spider, ''come la piu' bella macchina al mondo del momento''. Dopo una lunga e dettagliata ricostruzione del 'caso-Fiat', l'Economist conclude con le parole dell'ad Marchionne, che ricorda come gli obiettivi posti giungono fino al 2010 e che ''la prima fase si e' conclusa lo scorso anno, mentre si e' aperta la prossima, la piu' importante: riusciremo a costruire un grande gruppo industriale o no?''. Cosa significa questo, si chiede l'Economist? E' ancora Marchionne che spiega: superare e colmare il gap con i gruppi leader, l'eccellenza nei vari settori.
Come a dire raggiungere i livelli di Toyota nelle automobili, di Scania nei camion, di John Deere nelle macchine agricole.
Per quanto riguarda il suo ruolo, conclude Marchionne, ''sono stato il condottiero del cambiamento, e questo e' tutto'', ricordando che i suoi collaboratori ''sono loro il vero cuore del successo''. red-njb/cam/alf