FALCONE: VELTRONI, MAFIA SI SCONFIGGE SE STATO E ISTITUZIONI FUNZIONANO
''Il 23 maggio 1992 il tragico
scorta.
Mille chili di tritolo hanno avuto questo effetto, ma
non sono stati sufficienti a fermare la lotta alla mafia.
Era
proprio Giovanni Falcone a dire che ''gli uomini passano, le
idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno
a camminare sulle gambe di altri uomini''.
E' stato cosi'.
Deve continuare ad essere cosi'''.
Lo scrive il segretario
del Pd, Walter Veltroni, in un messaggio inviato alla
Fondazione Falcone.
''Ogni giorno - prosegue Veltroni - la mafia si infiltra
nella vita del Paese.
Ogni giorno puo' servire per inquinare
sempre di piu' settori sani dell'economia e per condizionare
lo sviluppo di interi pezzi di territorio.
E' un sistema che
va colpito e spezzato.
Innanzitutto dando i mezzi necessari
ai magistrati e alle forze dell'ordine che ogni giorno
combattono in prima linea una battaglia coraggiosa e
rischiosa: non si puo' piu' accettare che in un paese civile
che vuole sconfiggere la mafia, un procuratore della
Repubblica minacciato debba girare con una macchina vecchia
che rischia di lasciarlo a piedi.
E poi predisponendo
strumenti e politiche di controllo piu' efficaci, attivando
tutti quegli strumenti che riescano ad intercettare le
operazioni finanziarie e ad individuare la fitta rete di
intermediari e prestanome della criminalita' organizzata,
potenziando le collaborazioni con organi d'indagine e di
polizia su tutto il territorio nazionale, oltre che con gli
altri paesi europei''.
''La mafia si sconfigge - sottolinea Veltroni - se lo
Stato, le istituzioni, funzionano.
E se la societa' civile
trova fiducia e si ribella alla regola della sottomissione e
del silenzio.
Quando questo accade, quando qualcuno alza la
testa e fa sentire la sua voce, le istituzioni e la politica
devono esserci.
Premiando le imprese virtuose che decidono di
lavorare nel rispetto della legge.
Tutelando tutti quegli
imprenditori onesti che intraprendono una durissima battaglia
per dire di no a chi chiede loro il pizzo.
La politica non
deve lasciarli soli, deve essere vicina alle associazioni
antiracket che fanno un lavoro prezioso e faticoso''.
''Questo e' il compito che abbiamo - conclude Veltroni -:
reagire all'idea che la mafia possa continuare a tenere
prigioniere intere aree del nostro Paese, contrastarla
duramente con tutti i mezzi per colpirla nella sua
organizzazione e nei suoi interessi, non lasciare soli e non
far sentire indifesi tutti coloro che alla 'normalita'' della
mafia non si rassegnano, mettere nelle condizioni di operare
nel modo piu' efficace chi la mafia la combatte ogni giorno,
per affermare al suo posto il rispetto della legalita' e la
difesa delle regole.
L'obbligo di sconfiggere la mafia e' per
me e per il Partito Democratico un impegno costante, che
manterremo ogni giorno nelle aule parlamentari.
Ho ripetuto
durante tutta la campagna elettorale che non volevamo i voti
della mafia, ho letto a Napoli e in diverse altre piazze i
nomi delle famiglie camorriste che si sono arricchite con il
traffico dei rifiuti, abbiamo voluto il Prefetto Antimafia De
Sena come capolista al Senato in Calabria, e ora naturalmente
il nostro impegno continuera'''.
red-leo/leo