FALCONE: ALFANO E MARONI LO COMMEMORANO A PALERMO
Il ministro della Giustizia,
ucciso sedici anni fa il giudice Giovanni Falcone, la moglie
e gli uomini della scorta.
Il guardasigilli e' intervenuto all'aula bunker del
carcere Ucciardone davanti ai giovani palermitani e a quelli
arrivati questa mattina con la nave della Legalita'.
Alfano,
ricordando che il pomeriggio del 23 maggio del 1992 si
trovava in collegio a Milano dove studiava, ha ammesso che
alla notizia della strage di Capaci ha provato imbarazzo e
vergogna di essere siciliano, affermando: ''Ho provato un
senso di rabbia e di indignazione nei confronti di un pezzo
del mio popolo, che si accompagnava pero' alla consapevolezza
che quello non era tutto il mio popolo e che il popolo
siciliano e' un altro, eppure li' sembrava essere il
tutto''.
''Adesso - sottolinea Alfano - e' il tempo della speranza
e della battaglia.
E' il tempo in cui i giovani siciliani non
hanno piu' paura della mafia e hanno dentro la convinzione di
sconfiggerla.
Sono fiero di essere ministro della Giustizia,
fiero di essere un ministro della Giustizia siciliano e di
portare con me i valori di una generazione che dice no alla
mafia che la combattera' sempre.
Sara' - conclude - il cuore
del mio impegno nel governo nazionale''.
Il ministro Maroni ha invece deposto una corona di fiori
sul luogo della strage a Capaci e, subito dopo, si e' recato
anche in via d'Amelio dove fu ucciso il giudice Paolo
Borsellino e gli uomini della sua scorta.
A Capaci, il
ministro dell'Interno ha ricordato: ''Abbiamo approvato un
provvedimento contro la criminalita' che contiene norme
importanti contro la mafia.
Alcune erano state studiate da
Falcone e mai introdotte nell'ordinamento italiano.
E' un
modo concreto per onorare la memoria di Falcone e delle altre
vittime di mafia'' sottolineando che ''aggredire i patrimoni
dei mafiosi e' la prima frontiera della lotta contro la
criminalita' organizzata.
Lo Stato fara' sentire la sua
presenza in tutte le regioni in cui ci sono fenomeni
criminosi che devono essere contrastati''.
A via d'Amelio, il ministro Maroni ha incontrato la vedova
di Borsellino e il figlio Manfredi ed ha sottolineato che
''e' necessario mantere vivo il ricordo di due uomini
straordinari come Falcone e Borsellino che hanno dato molto e
certamente continuano a dare.
Il loro insegnamento e il loro
metodo sono per tutti modelli di liberta', democrazia e amore
per lo Stato''.
Infine il ministro dell'Interno, dopo via
d'Amelio, si sta recando alla caserma di Polizia Lungaro per
ricordare tutti gli agenti vittime della mafia e poi vedra'
il prefetto di Palermo.
dod/sam/alf