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RAI: BONDI, CONFIDO IN VERTICI AZIENDA PER DIFFUSIONE ARTE E CULTURA

Utilizzare la televisione come ''cassa di risonanza'' di eventi artistici e culturali.
''Confido nella sensibilita' dei vertici di un'azienda come la Rai che tanto puo' fare per la diffusione e la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale''.
E' quanto scrive il ministro deio Beni culturali, Sandro Bondi, in una lettera inviata al presidente della Rai, Claudio Petruccioli, e al suo direttore generale, Claudio Cappon, e per conoscenza al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti e al sottosegretario alle comuniocazioni, Paolo Romani.
''La televisione e' un formidabile mezzo di diffusione e di amplificazione delle notizie e degli eventi.
Perche' non farlo diventare anche un veicolo di promozione dei beni artistici e culturali?''.
Bondi rileva come oggi il mezzo televisivo sia fortemente condizionato dagli indici di ascolto e ''e' facile constatare che i programmi di maggiore successo sono quelli che usano i metodi, i linguaggi e i sistemi piu' semplici, di impatto immediato.
Per questo e' importante porre la questione di che cosa significhi fare cultura in televisione''.
''La nostra cultura non e' fatta soltanto di libri letti, di quadri visti, di opere ritenute altissime e che noi abbiamo avuto il privilegio di contemplare.
La sfida che deve vincere l'autore televisivo - prosegue il ministro nella sue lettera - e' quella di offrire la cultura in maniera che non venga percepita solo come un fastidio o come una noia''.
In realta ''cultura e' anche un programma di varieta' condotto bene e con una regia accurata''.
Bondi ricorda che nonostante la diffusione dei computer, dei Cd-Rom e di Internet, la televisione continua a costituire la piu' efficace forma integrativa di apprendimento.
Inoltre, accanto alla televisione 'terrestre' si sta sviluppando la televisione via satellite, i cui canali sono a contenuto prevalentemente tematico.
Presto si aggiungeranno canali via cavo, per cui l'offerta televisiva messa a disposizione del pubblico sara' ancora piu' vasta.
''Ma quali saranno le conseguenze sul piano socio culturale? Le prospettive fanno prevedere che la forbice culturale del pubblico televisivo si divarichera' sempre di piu' - sostiene il ministro dei beni sulturali - nel senso che chi e' gia' provvisto di una buona cultura si orientera' sui canali piu' colti (teatro, cinema d'autore, concerti, dibattiti culturali, divulgazione scientifica), mentre chi e' meno acculturato, sara' inevitabilmente tentato di rivolgersi ai canali dedicati allo sport o agli spettacoli leggeri''.
Da qui l'appello ai vertici della Rai affinche' facciano si' che i programmi della Tv pubblica la cultura siano fruibili e interessanti anche per un pubblico abituato alla televisione generalista.
''La cultura non e' un genere televisivo accessibile a pochi eletti.
Dovrebbero essere i programmi ordinari della Tv generalista - conclude Bondi - a divenire piu' stimolanti culturalmente.
Si puo' capire che cos'e' letteratura piu' da un buon sceneggiato televisivo che da una rubrica di libri; c'e' probabilmente piu' poesia in uno spettacolo di Roberto Benigni che in una trasmissione sulla poesia; ci puo' essere piu' arte in un buon film che in un documentario sui grandi musei del mondo''.

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