FEDERACCIAI: INDUSTRIA ITALIANA CRESCE E CONSOLIDA 2* POSTO IN EUROPA
''Per rimanere competitivi a livello
internazionale il nostro settore - storicamente leva per la
crescita di un Paese industrializzato - cosi' come l'Italia,
ha bisogno di poter contare su moderne politiche energetiche
e su regole precise, possibilmente uniformi, all'interno del
mercato globale''.
E' questo il messaggio che Giuseppe
Pasini, presidente di Federacciai, ha rivolto agli
imprenditori siderurgici nel corso dell'Assemblea
dell'Associazione che si e' tenuta oggi a Milano alla
presenza, fra gli altri, dei Ministri Claudio Scajola e
Stefania Prestigiacomo, del Presidente della Regione
Lombardia Roberto Formigoni, del Presidente di Confindustria
Emma Marcegaglia.
Pasini ha ricordato la strategicita' del settore che si
colloca al secondo posto in Europa, con un fatturato annuo di
oltre 50 miliardi di euro, 100.000 dipendenti (tra diretti e
indiretti) e una produzione che, con 32,5 milioni di
tonnellate d'acciaio prodotte, ha raggiunto nel 2007 il suo
massimo storico.
''Esiste pero' il rischio - ha ammonito il presidente di
Federacciai - che tale strategicita' (l'intero comparto oggi
fornisce acciaio a settori che producono oltre il 50% del
valore aggiunto dell'intero comparto manifatturiero del
Paese) e competitivita' subiscano un ridimensionamento
radicale in Europa e in particolare in Italia''.
''Cio' che ci preoccupa di piu' e' la proposta di Climate
package presentata dalla Commissione Europea lo scorso
gennaio'' che prevede per l'industria una ulteriore riduzione
delle emissioni di CO2 al 2020 pari al 21% rispetto al 2005:
questo equivarrebbe, per il comparto siderurgico, a una
riduzione di oltre il 50% delle emissioni rispetto al 1990,
dal momento che il settore a livello nazionale ha gia'
ridotto le proprie emissioni di CO2 del 29% dal 1990 al
2005.
Approfondimenti:
Confindustria
Il sito Europa