CALCIO/EURO2008: AZZURRI A CASA, TRA RABBIA DONADONI E 'MINESTRA' LIPPI
Il charter azzurro carico di
amarezza e' in volo verso Milano-Malpensa, prima delle due
tappe, l'altra e' Roma-Fiumicino, del viaggio senza gioia.
Questa mattina ultima conferenza stampa a Casa Azzurri di
Roberto Donadoni.
L'avventura del Ct sembra giunta al
capolinea, entro 10 giorni ci sara' il colloquio con il
presidente federale Giancarlo Abete che ieri ha fatto capire
che il timone, nonostante un contratto esistente, tornera' a
Marcello Lippi per il bene della Nazionale.
Ma Donadoni non
abdica, fallire due rigori in un quarto di finale non puo'
indurlo alle dimissioni: ''Non sono cosi' stupido a pensare
che i rigori falliti da De Rossi e Di Natale sanciscano il
fallimento di un'esperienza che definisco straordinaria.
Strordinaria non e' certo l'eliminazione ai quarti, ma
straordinario e' stato il rapporto che ho avuto con questi
ragazzi che hanno dato tutto''.
Donadoni non e' uomo di Abete.
Fu scelto dall'ex
commissario della federcalcio Guido Rossi, consigliato da
Demetrio Albertini.
Mai un giudizio positivo senza se e senza
ma verso il ct dal sorriso precario, eppure Donadoni dice di
stimare Abete: ''Ho parlato con lui questa mattina con grande
serenita'.
Mi piace come persona.
Forse abbiamo un carattere
simile che non ci fa esternare molto, ma io rimango
tranquillo.
Come imposto dalle clausole del mio contratto, a
breve ci incontreremo e valuteremo.
Senza nessun problema''.
Il giorno dopo l'eliminazione con la Spagna, piovono le
accuse di difensivismo alla sua Italia.
E qui Donadoni non ci
sta: ''Con la Francia abbiamo attaccato.
Poi ci sono squadre,
vedi la Spagna di ieri, che ti impediscono di fare tutto
quello che vorresti.
E' vero comunque che storicamente in
gare decisive tendiamo a privilegiare difesa e contropiede,
ma ieri non era certo il nostro intendimento''.
La platea dei cronisti insiste.
Lippi sembra dietro
l'angolo.
''Forse voi avete notizie che io non ho'', insiste il ct.
Ma poi alla domanda se da questa esperienza esca un Donadoni
pronto per un grande club, risponde cosi': ''Beh, sicuramente
ne esco rafforzato.
Ho acquisito molta esperienza che mi
servira'''.
Si torna alle scelte.
Ai convocati.
Al Borriello mai
utilizzato al posto di un Toni con le polveri bagnate.
''Rifarei tutto - dice Donadoni - mi spiace che Borriello,
cosi' come Gamberini abbiano avuto poco spazio, ma proprio il
rapporto che ho avuto con loro mi fa pensare di averle
azzeccate in pieno le convocazioni''.
Donadoni parla sempre
pacatamente, molti lo definiscono onesto, ma dimesso.
E
allora per una volta alza i toni, ripensando a quello che
poteva essere e non e' stato: ''Ho una grande rabbia dentro
che vorrei tirare fuori.
Ma non credo che sia utile,
ormai''.
No, ormai e' tardi.
E a meno di clamorose sorprese per
Roberto Donadoni sara' ''arrivederci e grazie''.
In azzurro
torna Marcello Lippi, forse la classica minestra riscaldata.
Ma che quasi tutti vorrebbero nella propria mensa al momento
del bisogno.
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