GOVERNO: OGGI' OTTERRA' FIDUCIA CAMERA MA DOMANI FORTI RISCHI A SENATO
Questo pomeriggio alla Camera il
mancanza dei 15 voti di cui dispone il partito di Clemente
Mastella a Montecitorio altera i numeri della maggioranza, ma
questa rimane tale, sia pure con uno scarto ridotto, in
questo ramo del Parlamento.
Altro discorso, invece, domani, al Senato.
Il
centrosinistra poteva infatti contare, fino a qualche tempo
fa, su 158 voti piu' 6 dei senatori a vita (Pininfarina da
tempo non partecipa all'attivita' di Palazzo Madama).
Passata
la finanziaria, 'quota 158' si e' drasticamente ridotta con
la fuoriscita dalla maggioranza dell'Udeur (tre senatori),
delle 'mani libere' dei diniani (3) e dell'Ud (2) e la
conferma odierna di Domenico Fisichella (ex Margherita) e
Franco Turigliatto (sinistra critica) che voteranno no alla
richiesta di fiducia da parte di Prodi.
Senza i 5 voti di
Udeur-Fisichella-Turigliatto, che dovrebbero sommarsi a
quelli dell'opposizione, le sorti del governo sarebbero
segnate anche se diniani e Ud dovessero votare 'si''.
Infatti, contro i 161 no rappresentati da un'opposizione a
ranghi serrati e dai 5 'ribelli', l'Unione potrebbe contare
al massimo su 159 voti (153 centrosinistra e 6 senatori a
vita).
Prodi quindi deve contare, per poter andare avanti con
la sua azione di governo, su possibili defezioni nel
centrodestra a suo favore o su assenze nella Cdl.
Da qui le
accuse mosse oggi da vari settori dell'opposizione a Palazzo
Chigi su una 'campagna acquisti' in corso per conquistare
qualche senatore alla 'causa prodiana'.
Comunque, piu' di qualche esponente politico sostiene che,
forse, il voto del Senato di domani non ci sara' perche'
Prodi, una volta incassate la fiducia della Camera e la
defezione dell'Udeur, potrebbe recarsi al Quirinale per
rassegnare le dimissioni.
E qualche momento di fibrillazione,
presto rientrato, si e' avuto dopo l'incontro del premier con
Fisichella a Palazzo Chigi (il senatore ha ribadito il suo
no) ed il breve successivo colloquio al Quirinale di Prodi
con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Occhi comunque puntati questo pomeriggio alla Camera, dove
alle 15 il premier replichera' agli intervenuti nel dibattito
di ieri sulla sua richiesta di fiducia.
Seguiranno le
dichiarazioni di voto (dovrebbero intervenire tutti i 'big')
e, alle 17, iniziera' la chiama per il voto di fiducia.
leo/leo/rob