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DAVOS: L'OMBRA DELLA CRISI DIETRO L'APERTURA DEL WORLD ECONOMIC FORUM

Atmosfera pesante e difficile sull'onda della crisi finanziaria, del recente collasso dei mercati azionari e dell'aumento del prezzo del petrolio. ''Non so se ci sara' una recessione negli Stati Uniti, ma quello che so e' che un anno fa c'era piu' ottimismo'', ha spiegato Rahul Bajaj, presidente del gruppo industriale indiano 'Bajaj Auto'. Secondo l'economista Nouriel Roubini, che ha presenziato alla sessione di Davos sull'economia mondiale, ''la Fed non puo' evitare che l'economia (statunitense) possa finire in recessione.
Ritengo che l'economia mondiale non possa sopravvivere ad un atterraggio duro degli Stati Uniti'', ha aggiunto Roubini. Dopo una giornata volatile dei mercati, quelli asiatici e quelli europei sono rimbalzati, ma gli esperti confidano che sia solo una fase transitoria e temporanea. ''Dal rallentamento della produzione globale, l'Europa non otterra' una deroga speciale'', ha detto invece Stephen Roach, celebre economista di Morgan Stanley. Il fondatore del WEF, Klaus Schwab, ha dichiarato di sperare che il meeting possa allontanare ''l'eccessivo pessimismo'' che e' purtroppo presente e tangibile.
La lista degli invitati di quest'anno non e' riuscita a risollevare gli animi: 27 Capi di Stato e di governo, 113 ministri e diverse centinaie di giganti dell'economia discuteranno per cinque giorni della ''recessione globale'', del ruolo degli Stati Uniti e di quello emergente dei Paesi asiatici, est-europei e latino-americani, ponendo attenzione particolare anche al Medio Oriente. A partecipare al Forum di Davos anche il Presidente pachistano, Pervez Musharraf, che sicuramente attirera' molte attenzioni proprio per la crisi socio-politica che coinvolge il suo Paese.
Con lui anche il leader afgano Hamid Karzai, quello israeliano Shimon Peres, il colombiano Alvaro Uribe, il nigeriano Umaru Yar'Adua e Gloria Arroyo (Filippine). Al Forum sull'economia mondiale riflettori puntati anche su altri nomi noti come l'ex vice Presidente degli Stati Uniti Al Gore, il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon, il fondatore della Microsoft Bill Gates, il Premier britannico Gordon Brown e il Segretario di Stato Usa Condoleezza Rice.
(Piu'Europa). red/mcc/alf