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ELEZIONI: BERLUSCONI RETTIFICA E LE LARGHE INTESE SFUMANO IN BAGARRE

Un confronto tv tra Walter Veltroni e riferita ieri dal Cavaliere a Matrix, di un governo di larghe intese qualora dalle urne dovesse uscire un risultato di sostanziale parita'.
Ma oggi, dal palco del teatro Capranica dove era in corso una manifestazione dei popolari liberali di Carlo Giovanardi, e' stato lo stesso Berlusconi a fare un passo indietro, probabilmente incalzato dai suoi alleati. ''Smentisco che io, ieri sera, abbia detto si' alle larghe intese.
Noi siamo qui per vincere e di conseguenza per avere non solo il diritto, ma anche il govere di governare''. Insomma, le larghe intese ''sono un'ipotesi di scuola''. ''Avendo io offerto, dopo le elezioni del 2006, di corresponsabilizzarmi con il centrosinistra, che ha avuto 24.000 voti in piu', se succedesse a me la stessa cosa, la risposta non puo' che essere quella.
Ma la realta e' diversa, sono convinto che avremo una maggioranza tale che ci consentira' di governare''. Anche il segretario del Pd esclude ora l'eventualita' della grande coalizione.
''Si poteva fare prima, e' stata un'occasione perduta''.
Adesso ''noi vogliamo vincere - ha detto Veltroni a Rimini - e poi dal giorno dopo partire con le convergenze sulle riforme.
Le riforme istituzionali si fanno insieme ma i governi separati''.
No secco dal leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
''Assicuriamo gli elettori che non faremo mai inciuci con Berlusconi''. Per Gianfranco Fini le larghe intese sono ''ipotesi di scuola, ma praticabilita' zero.
Escludo il pareggio, il Pd ha tutte le possibilita' di vincere sia alla Camera che al Senato''.
Il no e' giunto pure dal Carroccio.
Umberto Bossi ha mandato a dire che ''le grandi coalizioni sono la fine dei partiti e si possono fare solo per le riforme.
Ma la sinistra non le vuole'', mentro Roberto Calderoli ha risposto ''mai! il nostro modello di governo e' antitetico a quello della sinistra''.
Dal centro, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini fa sapere che la sua candidatura e' ''contro i pateracchi'', mentre dal fronte della Sinistra Arcobaleno il candidato premier Fausto Bertinotti sostiene che la grande coalizione sarebbe ''una cappa sul Paese''.
Duello a distanza anche sui sondaggi.
''Il Pd e' cresciuto di sette punti da gennaio e di tredici da settembre'' sostiene il segretario del Pd.
''Non date retta ai sondaggi di Veltroni.
Noi siamo avanti di 10-12 punti'' e' la replica di Berlusconi.
Per Veltroni, poi, l'esito al Senato ''e' un terno al lotto, un poker texano, puo' venir fuori ogni cosa''. Casini propone un confronto tv per avere la possibilita' di chiarire i rapporti con Berlusconi? ''Abbiamo avuto tanto tempo per chiarirci - replica il leader del Pdl - ma per me va benissino''.
In tema di confronti tv interviene anche Veltroni.
''Io sono a disposizione.
Per farlo si possono trovare diverse formule, ma la mia impressione e' che non ci sia tanta voglia di farlo dall'altra parte''.
Dal palco del teatro Capranica, Berlusconi ha illustrato i tasselli del suo programma che sara' presentato ''tra 15 giorni''.
''Faremo la Tav e il Ponte sullo Stretto di Messina, se ci sara' bisogno usando anche l'autorita' e la forza dello Stato''.
Per far rialzare l'Italia la ricetta e' quella ''liberale: meno tasse, piu' consumi, piu' produzione. Di conseguenza piu' entrate nelle casse dello Stato e piu' soldi per aiutare chi ha bisogno, per le infrastrutture e per il calo del debito''.
Stefania Prestigiacomo candidata alla presidenza della Sicilia? ''Sarebbe un ottimo presidente, ma ci sono anche altre soluzioni possibili che stiamo valutando''.
Infine la questione dei rifiuti in Campania che ''hanno danneggiato l'immagine di tutto il Paese.
Veltroni dovrebbe chiedere le dimissioni di Bassolino''.
lsa/mcc/ss