MEDIA: BUFERA AL WSJ.
DIRETTORE SI DIMETTE E MURDOCH SCRIVE EDITORIALE
Volute o forzate? Questo il
Brauchli dopo che, quattro mesi fa, il prestigioso quotidiano
e' stato acquistato dalla News Corp.
di Rupert Murdoch.
La societa', dopo un incontro tra i membri della
commissione speciale designata per proteggere l'integrita'
editoriale del quotidiano, ha assicurato che Brauchli
diventera' consulente della News Corp.
Dow Jones, padre del 'Journal' e ora unita' dell'impero
mediatico di Murdoch, ha riferito che iniziera'
immediatamente la ricerca per il sostituto di Brauchli.
''Marcus e' un giornalista brillante che ha giocato un
ruolo chiave per vent'anni nella crescita del Wall Street
Journal'', ha sottolineato il capo esecutivo della Dow Jones,
Les Hinton.
Brauchli ''ha saputo guidare il servizio del Journal nei
piu' importanti eventi del decennio passato e ha lasciato il
quotidiano in una posizione di grande forza'', ha aggiunto.
Ma le novita' non si fermano qui e mentre il Wall Street
Journal, apparso ieri ai suoi lettori con grandi
potenziamenti e cambiamenti strategici, giura competizione al
New York Times, lo stesso magnate australiano ha scritto un
editoriale di politica estera sull'allargamento della Nato a
Paesi come Australia, Israele e Giappone, che sarebbero piu'
vicini ai principi e alle finalita' dell'Occidente di quanto
ormai lo sia l'Europa.
Secondo Murdoch, l'Europa non avrebbe piu' ''ne' la
volonta' politica, ne' il senso civico per sostenere un
impegno militare per difendere se stessa e i suoi alleati''.
Se le dimissioni di Brauchli siano amichevoli o forzate
rimane ancora un mistero, certo e' che sono in molti a vedere
la partenza di Brauchli come un pericolo all'indipendenza
editoriale del quotidiano.
(Piu'Europa).
red/sam/rob