ISLAM: ASSOCIAZIONI MUSULMANI, FUORI CHI NON E' FEDELE A COSTITUZIONE
La futura Federazione dell'islam
democrazia, dell'uguaglianza tra uomini e donne e del
rispetto della liberta' religiosa, insomma dei principi che
regolano la nostra Costituzione''.
A delineare il profilo del
nuovo islam italiano, con il dna della ''moderazione'' e
dell'accettazione dei principi democratici e' stato Yahya
Sergio Pallavicini che in qualita' di vice prsidente della
Comunita' religiosa islamica - Coreis, ha preso parte stamane
al Viminale alla presentazione della Dichiarazione di intenti
per la futura Federazione che dovrebbe contenere la grande
maggioranza delle sigle del mondo islamico italiano.
Uno sforzo, quello di dare unita' ma soprattutto pubblica
visibilita', a questo frastagliato mondo che, secondo Carlo
Cardia, potrebbe trovare il suo compimento entro quattro anni
con una nuova figura giuridica che lo Stato potra'
riconoscere e che regolamentera' anche situazioni spesso
difficilmente controllabili come le moschee e le predicazioni
degli imam.
Per ora, unico punto interrogativo, l'assenza della futura
federazione di una sigla discussa come l'Ucoii che negli anni
si e' contraddistinta per alcune sue posizioni ritenute
estremistiche.
''Certo - ha spiegato Cardia oggi - tutto il
nostro cammino, iniziato da quasi due anni grazie agli sforzi
del ministro Amato, e' stato fatto da persone e associazioni
in maniera del tutto libera e volontaria ma sono certo che,
come e' accaduto in altri paesi, questo sforzo di
legalizzazione fara' da trascinamento anche per i casi piu'
difficili''.
A fargli eco, l'ambasciatore Mario Scialoja, del Centro
islamico culturale d'Italia il quale ha ribadito che ''la
federazione escludera' qualsiasi ala radicale''.
A spiegare
l'assenza dell'Ucoii, Younis Tawfik, docente universitario e
presidente del Centro culturale Dar Al Hikma.
''L'Ucoii - ha
detto - non c'e' perche' non ha firmato perche' non ha ancora
sottoscritto la 'Carta dei valori', se lo fara', porte aperte
a tutti certo e' che qui non c'e' spazio per chi non
riconosce i principi di liberta' ed uguaglianza...''.
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