TIBET: PECHINO AMMETTE 22 MORTI, IL GOVERNO ESILIATO DI LHASA DICE 99
Delle violenze in Tibet, la Cina
fino a ieri, anche se il divario tra quanto calcolato in via
ufficiale dal governo e da quello tibetano in esilio resta
enorme.
Pechino ''certifica'' 22 persone uccise a Lhasa, la
capitale tibetana teatro degli scontri piu' sanguinosi,
mentre il governo tibetano in esilio parla di 99 morti, di
cui 80 a Lhasa e 19 nella provincia cinese di Gansu.
Il Quotidiano del popolo, organo ufficiale del partito
comunista cinese, pubblica oggi un editoriale che esora le
autorita' cinesi a ''schiacciare con risolutezza'' quella che
viene definita la ''cospirazione per un Tibet indipendente''.
E al Dalai Lama, il giornale rinnova l'accusa di essere
l'istigatore e quindi principale responsabile dei gravissimi
disordini.
red/mcc/ss