SICUREZZA: SAPPE, DIFFERENZIARE DETENZIONE PER IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
Differenziare la detenzione dei
ad esempio, le carceri mandamentali e le caserme delle Forze
Armate oggi dismesse), evitando, quindi, il loro inserimento
nei circuiti penitenziari tradizionali.
Potenziamento degli
organici del Corpo di Polizia Penitenziaria e perseguimento
di una politica di formazione e aggiornamento professionale
dei Baschi Azzurri da destinare a questo nuovo gravoso
compito istituzionale.
E' l'auspicio della Segreteria
Generale del Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria, Sappe,
in relazione a quanto contenuto nel ''pacchetto sicurezza''
approvato ieri dal Governo.
''Siamo certi che i ministri
dell'Interno e della Giustizia Maroni e Alfano abbiano tenuto
nel debito conto le ricadute che comportera' l'introduzione
del reato di immigrazione clandestina sui nostri
penitenziari, gia' abbondantemente sovraffollati con 53mila
detenuti presenti a fronte di poco piu' di 42mila posti
-aggiunge il segretario generale Sappe, Donato Capece - le
nostre strutture non sono in grado di sostenere un ulteriore
aumento di detenuti e poiche' il reato di immigrazione
clandestina serve ad espellere piu' facilmente chi entra
illegalmente nel nostro Paese, perche' e' previsto l'arresto
immediato, il giudizio immediato ed un immediato
provvedimento di espulsione, riteniamo si debba ricorrere non
gia' ai circuiti penitenziari tradizionali (abbondantemente
sovraffollati) ma ad altre strutture che dovranno essere
rapidamente attrezzate come le carceri mandamentali e le
caserme delle Forze Armate oggi dismesse.
Strutture presso le
quali le persone arrestate saranno detenute fino al
riconoscimento e all'espulsione e in cui dovra' operare
personale di Polizia penitenziaria, che deve essere
adeguatamente incrementato e formato.
E proprio per questo,
per sapere come intende muoversi il Dicastero della
Giustizia, auspichiamo - conclude Capece - un incontro
urgente con il ministro Guardasigilli, Angelino Alfano''.
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