SICUREZZA: LA RUSSA, CI SARANNO PATTUGLIAMENTI MISTI POLIZIA-ESERCITO
I pattugliamenti misti nelle citta'
evitare l'espulsione delle badanti 'vere'.
All'indomani del
via libera da parte del governo al pacchetto sicurezza, il
ministro della Difesa e reggente di Alleanza Nazionale
Ignazio La Russa, intervistato dal quotidiano online
Affaritaliani.it, fa il punto della situazione e svela alcuni
retroscena del Cdm di Napoli.
Capitolo Forze Armate impegnate con la polizia per la
sicurezza.
E' rimasto deluso del fatto che la sua proposta
sia saltata? ''Non ho mai detto - risponde La Russa - che
sarebbe andata nel decreto.
Anzi, esplicitamente ho
dichiarato che andava nel disegno di legge e durante il Cdm
abbiamo concordato che ne parleremo per inserirlo come
emendamento nel ddl.
Ieri non era ancora messa a punto la
norma e c'era qualche obiezione di tipo formale, almeno spero
che fosse solo formale, e quindi penso che alla fine la cosa
andra' in porto.
Anche perche' sarebbe sciocco ritenere che
si possa utilizzare l'Esercito per proteggere le discariche,
i siti e gli impianti per i rifiuti, dove il compito potrebbe
essere impegnativo seppur come ho voluto io insieme alla
polizia e in ausilio alle forze dell'ordine, e poi invece
ritenere non adeguato l'impiego dell'Esercito, sempre insieme
alle forze dell'ordine, come deterrenza per la sicurezza.
Ci
sarebbe un contrasto logico insanabile e quindi alla fine la
nostra proposta passera'.
Do atto al ministro Tremonti;
mentre ha parlato su altri punti che non riguardano il mio
ministero di attenzione a individuare le spese, su questo non
ha avuto alcun problema''.
E' vero che c'e' stato un diverbio tra lei il ministro
dell'Interno? ''Si' - dice La Russa -, perche' Maroni ha
sollevato delle questioni formali, non lo so...
forse
tecnicamente puo' avere anche ragione.
Devo dire comunque che
ha fatto un ottimo lavoro, per altro condiviso e discusso
insieme.
Maroni ha avuto qualche problema di conclusione
logica nel chiudere questa nostra proposta sui pattugliamenti
misti.
Tant'e' che a quel punto ho detto 'rinviamola', ma non
credo che Maroni possa immaginare che su un tema come questo
non vi possa essere l'apporto di tutto il consiglio dei
ministri''.
Quindi nel disegno di legge ci saranno le pattuglie miste
polizia-Forza Armate per garantire la sicurezza...
''La mia
previsione, fortissima - risponde La Russa -, e' che ci
saranno.
Abbiamo discusso con Maroni, ma con cui ho un ottimo
rapporto, d'altronde ogni tanto si deve far convincere da
me...
Come si e' convinto sul reato di immigrazione
clandestina, che e' una proposta antica di Alleanza
Nazionale.
Ha ascoltato anche se ne parleremo ancora.
C'e' la
necessita' di intervenire e trovare una soluzione per non
criminalizzare le badanti, stando attenti all'abuso: cioe' al
fatto che molte potrebbero essere finte-badanti, ma per
quelle vere dobbiamo fare attenzione e io ho avanzato una
proposta concreta.
Su questo tema la grande esperienza di An
e la nostra lunga storia di attenzione per la sicurezza, che
adesso e' anche di altri, non puo' che essere utile a Maroni
e a tutto il consiglio dei ministri.
Su questo non ci
piove''.
Appunto le badanti.
Che cosa accadra' con il reato di
immigrazione clandestina? ''C'e' una proposta della Carfagna
che e' di largo respiro, un po' sul solco di quello che fu
fatto per tutti gli immigrati con la Bossi-Fini.
Il pericolo
e' dato dal fatto che, ad esempio, la meta' di chi dice di
essere una badante o una colf afferma di stare presso
un'altra famiglia extracomunitaria.
Il che e' di tutta
evidenza non vero.
Evidentemente c'e' un meccanismo in base
al quale un extracomunitario regolare dichiara di avere
un'altra badante che magari non ha.
Questa soluzione di cui
parla la Carfagna e' giusta ma va guardata con molta
attenzione in modo da evitare ogni abuso''.
La Russa aggiunge: ''La mia proposta, certamente
perfettibile, e' questa: c'e' il reato di immigrazione
clandestina e non significa che domani partiranno squadre di
carabinieri a cercare le badanti clandestine, questa norma
andra' a colpire in particolare chi vive nella strada, chi
spaccia droga e chi la notte si aggira senza fissa dimora.
Pero' puo' anche capitare che tocchi qualche badante vera,
non quelle finte.
Allora dico, fermo restando il reato di
immigrazione clandestina che e' sacrosanto, si potrebbe
prevedere, per chi gia' nel giudizio per direttissima porta
indizi sufficienti a far ritenere che possa essere una
badante o una colf non finta, dopo un controllo immediato,
che la si lascia in quella casa e le si danno quindici giorni
di tempo per sanare la sua posizione.
Se il padrone di casa
si fa garante della sua permanenza in Italia e se decide di
metterla in regola, magari retroattivamente di qualche mese
dal punto di vista fiscale senza incorrere in sanzioni o solo
in leggere sanzioni, in quel caso non viene espulsa, pero'
rimane la condanna.
Lieve, uno o due mesi di carcere da non
scontare perche' essendo la prima volta ci sarebbe la
condizionale''.
In questo modo ''rimane salvo il reato di immigrazione
clandestina anche nei confronti delle badanti, cosi' ha
ragione Maroni, ma se dimostrassero immediatamente di essere
badanti e se il loro datore di lavoro si facesse garante
mettendole in regola potrebbe essere eliminata non la
sanzione ma l'espulsione e, quindi, in un giorno tornerebbero
a lavorare dove erano prima.
Come garanzia, una delle ipotesi
potrebbe essere quella di dire che tutto cio' vale per chi
svolge questo ruolo presso famiglie di cittadinanza italiana,
anche se di origine straniera, proprio per evitare
quell'abuso di cui facevo riferimento prima''.
Una sanatoria?
''Quella che propone la Carfagna e' una
mini-regolarizzazione, che non e' da scartare a priori.
Con
la mia soluzione rimane tutto intero l'elemento di deterrenza
verso chi pensa di poter entrare in Italia e crede che se
anche resta non gli succede niente''.
red-leo/leo/bra