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NUCLEARE: GREENPEACE, DICHIARAZIONE DI GUERRA DA PARTE DI SCAJOLA

''L'annuncio del governo di voler stata presentata come soluzione un'ipotesi non ancora verificata in nessuna parte del mondo.
Questo annuncio suona come una dichiarazione di guerra: un referendum ha segnato l'uscita dell'Italia dal nucleare.
Il governo pensa di riaprire il discorso con qualche decreto legge? Avra' le risposte che merita''.
Lo afferma Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace Italia.
''Tutta questa discussione sul nucleare nasce da due motivi.
Uno - spiega Onufrio - sono i finanziamenti pubblici concessi dal governo Usa dal 2005 per spingere gli investitori a tornare a investire su nuovi impianti nucleari.
Secondo le stime ufficiali Usa, l'elettricita' da nucleare e' la fonte piu' costosa: senza gli aiuti pubblici il settore nucleare andrebbe in crisi. L'altra ragione e' la pressione dell'industria francese di trovare nuove commesse.
Areva, azienda pubblica all'87% e' alla ricerca di nuovi mercati e il colosso francese Edf e' uno dei gruppi che controllano Edison.
Invece di continuare a perdere tempo sul nucleare, e' necessario rendere piu' facile il percorso autorizzativo delle fonti rinnovabili e lanciare un piano nazionale per l'efficienza energetica.
Come dimostra il rapporto elaborato dal Politecnico di Milano - conclude Onufrio - per Greenpeace l'efficienza puo' dare a costi inferiori a quelli di produzione l'equivalente di 15 centrali entro il 2020: e' questa e non il nucleare la strada giusta''. res-mapmcc/lv